“Per amor del bio”, di Roberto Carminati. (EN)

17/03/2014
Rassegna stampa

Un rapporto di Ismea dello scorso 4 marzo ha segnalato una crescita del 6% del bio a livello continentale nel solo 2012. Nel nostro Paese il segmento nel 2012 ha generato un volume d’affari non inferiore ai 3,1 miliardi sommando le vendite interne e le esportazioni. Alce Nero Mielizia è stato protagonista lo scorso anno di un business da ben 50 milioni e un incremento di 11 punti percentuali; esporta in 29 Paesi fra i quali trainanti sono Giappone, Russia, Francia e Cina dove le potenzialità di sviluppo del biologico è enorme. Ma tra i fiori all’occhiello di una attività amministrata da 10 soci complessivi fra cooperative e privati ci sono produttori e trasformatori agricoli in procinto di aumentare di 60 unità nel 2014, strappando terre ai diserbanti e ai pesticidi per convertirle alla produzione naturale. Sui panorami esteri l’azienda è progredita del 29% e in un’ottica di sviluppo futuro punta a capitalizzare l’inserimento nel suo portfolio di nuove linee di prodotto, soprattutto gli alimenti per l’infanzia. “Con l’introduzione delle nuove gamme”, ha affermato il presidente del gruppo Lucio Cavazzoni, “e un maggiore utilizzo di colture come la soia e il latte che se ne ricava, legumi, pomodori e baby food, prevediamo di poter superare nella sola Romagna i 4.500 ettari di terreno per fine decennio”. Dal catalogo delle offerte verranno le novità più significative: “L’idea è di aumentare il peso nei freschi presidiando tutti i settori dell’agricoltura sostenibile e aggregando la categoria degli allevatori” ha concluso Cavazzoni.

“Milano  Finanza-Emilia”, 15 marzo 2014, p. 58.

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