“Biologico, da nicchia ad asset strategico”, di Alessandra Pesce - Valentina Spinelli

16/10/2014
Rassegna stampa

Settembre è stato un mese di grande attenzione verso il mondo del biologico: il Sana prima e l'ottavo Congresso europeo dell'IFOAM a Bari hanno acceso i riflettori sul settore. Le motivazioni di tanto interesse sono anche da ritrovare nei dati diffusi dal Sistema d'Informazione Nazionale sull'Agricoltura Biologica (SINAB) presentati il 6 settembre durante uno dei principali eventi del SANA, che hanno evidenziato come l'Italia si collochi tra i primi posti a livello mondiale per estensione di agricoltura biologica, con una crescita nel 2013 del 13% rispetto al 2012. Il mondo bio vale per il nostro Paese 3,1 miliardi di euro, tra consumi interni ed esportazioni. Nonostante il perdurare della crisi economico-finanziaria, il mercato italiano del bio continua a crescere, confermando una dinamica positiva in atto ormai dal 2005. Infatti, analizzando i primi cinque mesi del 2014 emerge che gli acquisti domestici di prodotti biologici sono aumentati del 17,3% rispetto agli stessi mesi del 2013, mentre nel medesimo periodo la spesa agroalimentare è risultata in flessione (-1,4%). Inoltre, secondo i dati presentati da Nomisma, la percentuale delle famiglie che negli ultimi 12 mesi hanno acquistato almeno un prodotto a marchio bio è passata dal 53% nel 2012 al 59% nel 2013, dato che testimonia come il biologico non debba più essere considerato un settore di nicchia. Non si può parlare di biologico senza fare riferimento al sostegno che la politica di sviluppo rurale ha riservato al settore. Nei PSR 2007-2013, il sostegno all'agricoltura biologica è stato attuato nell'ambito della misura 214 (Pagamenti agro ambientali), attraverso una specifica azione dedicata. La misura nel suo complesso può contare su una dotazione pubblica di oltre 3,7 miliardi di euro, e al 30 giugno 2014 risultano erogati quasi 3,3 miliardi di euro. Analizzando le risorse programmate dalle diverse Regioni sulla misura 214 emerge che le Regioni che hanno investito di più in agro ambiente sono Piemonte e Basilicata (29%), seguite da Lombardia, Umbria e Emilia-Romagna (circa il 26%); buone dotazioni si riscontrano anche per Sicilia, Toscana e Lazio (tra il 23 ed il 24%). Nella nuova programmazione 2014-2020 il sostegno all'agricoltura biologica sarà attuato attraverso una misura specifica, autonoma e svincolata dagli altri interventi agro-climatico-ambientali, e con una dotazione finanziaria dedicata. Da una prima analisi dei PSR 2014-2020 che, fino a questo momento, sono stati notificati alla Commissione europea emerge che le Regioni italiane destineranno a sostegno dell'agricoltura biologica mediamente l'8% della propria dotazione finanziaria complessiva per l'intero periodo, vale a dire circa 1 miliardo di euro. Il sostegno al settore non si limita soltanto ai premi specifici previsti nei PSR, altre azioni orizzontali come la ricerca e la promozione sono in corso di revisione. In questo contesto va ricordato che è in atto la revisione del regolamento europeo per il biologico, tema su cui è fortemente impegnata l'Italia quale attuale Presidenza di turno. La proposta legislativa affronta diverse questioni "spinose", come il sistema dei controlli, l'armonizzazione delle regole e la certificazione di gruppo, tutti temi che rivestono un ruolo chiave per permettere uno sviluppo equilibrato del settore e per prevenire e scoraggiare fenomeni di concorrenza sleale. A questo proposito, occorre ricordare come il settore venga fortemente danneggiato dalle frodi sul mercato: proprio nel 2013 l'ICQRF ha condotto una vasta operazione volta al contrasto dell'importazione di falsi prodotti biologici (ICQRF, Rapporto attività 2013). Si può quindi affermare che il biologico, nato in sordina quasi più come un movimento culturale, allo stato attuale ha conquistato consistenti fette di mercato e rappresenta una realtà economica di tutto rilievo.

PianetaPSR numero 35 - settembre 2014

 

 

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