“Il biologico piace sempre di più: consumi +17.3%. Martina: riforma settore nostra priorità in Europa”, di Massimo Agostini. (EN)

29/07/2014
Rassegna stampa

Con una serie quasi costante che dura da 12 anni, i consumi domestici di prodotti biologici continuano a crescere, confermando il trend positivo anche nei primi cinque mesi di quest'anno con un balzo in valore del 17,3% rispetto allo stesso periodo 2013. E’ stato, infatti, diffuso oggi il Rapporto «Bio in cifre 2014» elaborato dal Sinab (Sistema d'informazione nazionale sull'agricoltura biologica) e da Ismea, che conferma l’ascesa del settore ‘bio’ nonostante la crisi economica e l'andamento fiacco dei consumi alimentari convenzionali (di ieri i dati Ismea-Gfk Eurisko relativi al primo semestre hanno fatto segnare -1,4% in quantità e -1,1% in valore).

Nell’analisi effettuata nel Rapporto si ascrive il risultato ad una maggiore e più variegata offerta di prodotti bio nella grande distribuzione.

Ma il successo dipende ovviamente soprattutto dal tessuto operativo del settore, che vede l'Italia ai vertici europei per numero di operatori e superfici agricole investite: alla fine del 2013 gli addetti al settore sono risultati 52.383, con un aumento rispetto al 2012 del 5,4%, e la superficie coltivata è stata pari a 1.317.177 ettari, in aumento del 12,8% sull'anno precedente.

«Nel settore biologico siamo leader in Europa – ha commentato il ministro, Maurizio Martina - e il trend positivo di crescita del comparto sotto il profilo produttivo e dei consumi ne è la conferma. Parliamo di un settore che nel nostro Paese vale tre miliardi di euro e che riguarda oltre il 10% della superficie agricola nazionale. Durante il semestre di presidenza italiano nell'Ue lavoreremo sulla riforma della normativa europea sul biologico, sulla quale già nel primo Consiglio dei ministri dell'Agricoltura a Bruxelles si è aperto un positivo dibattito». «Il quadro del bio delineato dal Sinab - ha aggiunto il viceministro, Andrea Olivero, che ha la delega all'agricoltura biologica - è positivo e incoraggiante, soprattutto per quella parte di agricoltura "green"».

 

“Il Sole 24 Ore, 29 luglio 2014, http://www.ilsole24ore.com

 

 

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