“La natura batte la crisi”, di Enrico De Ruvo (ISMEA).

09/07/2013
Rassegna stampa

La superficie destinata ad agricoltura biologica a livello mondiale ha raggiunto nel 2011, secondo i dati Fibl-Ifoam, l’estensione di 37,2 milioni di ettari, con una crescita del 3% sull’anno precedente. Le aree con maggiori superfici sono l’Oceania con 12,2 milioni di ettari, pari al 33% del totale, e l’Europa con 10,6 milioni (29%, ed un aumento del 6,3% rispetto al 2010). L’America Latina è l’unica area dove si rileva una flessione delle superfici (-9,1%), mentre in Asia le superfici sono cresciute di quasi un milione di ettari, con un incremento del 34,4%. Nel 2011 gli agricoltori bio erano 1,8 milioni, di cui il 34% in Asia, il 30% in Africa, il 17,6% in America Latina e il 16% in Europa, con un incremento complessivo del 14,3%. Circa un terzo della superficie bio totale e più dell’80% dei produttori, si trovano in Paesi in via di sviluppo. Sul fronte delle vendite, a dispetto della crisi, il fatturato mondiale del biologico continua a crescere Organic Monitor, una società di consulenza londinese che effettua studi di mercato sul biologico, stima un fatturato complessivo di 63 miliardi di dollari nel 2011 (47,8 miliardi di euro) con un incremento del 6,3% sul 2010. Questo significa che dal 2002 il mercato è cresciuto del 170%. La domanda si concentra principalmente in Nord-America e in Europa, che insieme rappresentano il 96% delle vendite. IL confronto fra i dati di produzione e quelli dei mercati di sbocco evidenzia, ad esempio, un peso del Nord-America del 50% sul mercato a fronte di appena il 7,5% in termini di superfici. Al contrario, in altri continenti come l’Asia, l’Oceania o l’America Latina la quota delle superfici è di gran lunga più elevata rispetto a quella di mercato. Nel 2011, l’agricoltura biologica in Europa ha interessato 10,6 milioni di ettari (9,5 nell’UE), pari al 2,2% del totale delle superfici agricole europee (5,4% nella UE). Nello stesso anno si è registrato un incremento di 600.000 ettari, pari al 6% in più rispetto al 2010. I paesi con le maggiori estensioni bio sono la Spagna (1,6 milioni di ettari), l’Italia (1,1 milioni) e la Germania (1 milione).  Sempre nel 2011 sono stati censiti circa 290.000 produttori (240.000 nella UE), con un incremento del 5% sul 2010. Dal punto di vista delle dimensioni del mercato, nel 2011, quello europeo è stimato in 21,5 miliardi di euro (19,7 miliardi nella UE), con un incremento del 9% rispetto al 2010. Il mercato è cresciuto di più delle superfici e a tassi più elevati del 2009 e del 2010. Nel 2011, sulla base dei dati SINAB, l’agricoltura biologica ha registrato 48.269 operatori, con una crescita dell’1,3% sul 2010, mentre le superfici sono risultate pari a 1.096.889 ettari, con una flessione di circa 1,5%. Secondo i dati del Censimento dell’agricoltura 2010, le aziende biologiche rappresentano il 2,7% di quelle totali nazionali, mentre le superfici costituiscono il 6% delle estensioni agricole italiane.Il mercato biologico italiano vale oggi, secondo gli ultimi dati di Fibl-Ifoam, circa 3,1 miliardi di euro (compreso il valore dell’export), registrando una crescita praticamente in tutti i canali. Secondo le rilevazioni di ISMEA, per esempio, l’andamento dei consumi domestici di prodotti biologici confezionati nella Gdo è in continua ascesa ormai dal 2005. Nel 2012 gli acquisti di biologico confezionato hanno continuato la loro crescita (+7,3% in valore, dopo il +8,8% del 2011). In un mercato come quello italiano, in cui la spesa agroalimentare è risultata stazionaria nel 2012, il settore biologico sembra non risentire della crisi, probabilmente grazie alla crescente sensibilità del consumatore verso la protezione della propria salute e il rispetto per l’ambiente. Analizzando la spesa per il 2012, si ha la conferma che il consumo domestico di prodotti bio si concentra maggiormente nelle regioni settentrionali del Paese, mentre il Centro e in particolare il Sud rivestono ancora un peso minore.

“Largo Consumo”, 1 giugno 2013, p. 46.

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