Biologico in Francia ai tempi di COVID-19: una scelta plebiscitaria

12/05/2020
News

Negli ultimi anni il biologico ha registrato una forte crescita in Francia. È persino diventato una cosa ovvia per molti consumatori. Nel “Barometro del consumo e della percezione dei prodotti biologici”, pubblicato nel febbraio 2020 da Agence Bio (si può scaricare QUI), è stato evidenziato che il 71% dei francesi consuma prodotti biologici almeno una volta al mese. In piena crisi crisi sanitaria, con i modelli di consumo sconvolti, questa dinamica è continuata. Che si tratti di filiera corta o di supermercati e ipermercati, restano numerosi i francesi che si rivolgono ai prodotti dell'agricoltura biologica.

Il boom del bio in filiera corta

Di fronte all'annuncio del confinement, i produttori biologici si sono mobilitati per continuare a vendere i loro prodotti. “Click & collect”, consegna in fattoria, reti di produttori… Sono molte le buone iniziative locali. Il documento di Agence Bio ne elenca diverse (si possono vedere QUI). Da parte del consumatore, la domanda resta molto forte. Lo stesso Philippe Henry, presidente di Agence Bio e agricoltore in Lorena, l’ha evidenziato: “Nella mia regione, tutti i produttori biologici che vendono direttamente vengono letteralmente saccheggiati".

In Bretagna, i produttori dell'azienda agricola Amicalement Bio a Laillé (Francia occidentale) affermano che la vendita attraverso la filiera corta consente loro di mantenere la propria attività. "I luoghi di acquisto sono stati modificati dalle restrizioni al movimento, che ha dato nuova visibilità ai produttori locali. I consumatori stanno diventando consapevoli delle offerte per l'acquisto di prodotti alimentari di qualità vicino ai luoghi dove vivono, essenziali per la loro vita. Il volume di produzione è identico, ma il trasferimento degli acquisti a livello locale ha mantenuto la nostra attività”.

La crescita del biologico nei supermercati

I negozi di grandi e medie dimensioni sono di solito il canale di acquisto più frequentemente citato dai consumatori biologici: anche loro non si sono fermati nelle ultime settimane. Secondo dati Nielsen, nei primi quindici giorni di lockdown le vendite di prodotti biologici nei supermercati sono aumentate del 63%. Non ci sono state praticamente interruzioni nell’offerta. Un'alternativa a cui il consumatore non esita a rivolgersi per prodotti di base come farina, riso, pasta, zucchero o uova. Lo stesso vale anche per i negozi specializzati in prodotti biologici. Secondo Agence Biotopia, il paniere medio è passato da circa 40 euro a 59 euro dall'inizio del confinement.

Quest'ultimo sondaggio di Agence Bio mostra che preservare la propria salute e mangiare prodotti di qualità sono le due ragioni principali per consumare prodotti da agricoltura biologica. Argomenti che sembrano ancora più forti nell’attuale, particolare contesto.

Fonte: Agence Bio

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