Blockchain, un’opportunità in più per il biologico (e l’agroalimentare), di Alessandro Maresca

29/09/2020
Rassegna stampa

Un articolo su TerraèVita affronta il tema dell’utilizzo della blockchain nel settore dell’agricoltura biologica, riportando quanto discusso di recente in un webinar organizzato da B/Open (evento di Veronafiere che dovrebbe aver luogo in novembre).

La blockchain è uno strumento in grado di garantire le caratteristiche di un prodotto sul mercato e la trasparenza delle transazioni anche nel settore dell’agricoltura, un registro digitale che contiene una serie di informazioni in forma di blocchi concatenati inseriti in ordine cronologico che non possono essere modificati ma che tutti possono vedere. L’autore cita Fabio Malosio, Blockchain solution manager di Ibm intervenuto all’incontro on line sostenendo che  nell’agroalimentare in generale, così come nel biologico, utilizzando la blockchain, si può registrare la produzione dal campo allo scaffale e poi, attraverso un qrcode stampato sulla confezione, il consumatore può ripercorrere tutti i passaggi del prodotto dalla materia prima fino all’arrivo nel punto vendita.

L’articolo affronta il tema dei costi del sistema per i produttori, della normativa vigente, e informa della piattaforma OIP (Organic Integrity Platform), utilizzata per la certificazione delle transazioni a livello europeo e mondiale sul bio.

L’articolo completo si può scaricare a questo LINK

Fonte: TerraèVita

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