Come affrontare il problema dei pesticidi non autorizzati nella filiera del biologico? Un progetto tedesco (EN)

13/03/2020
News

Gestire la scoperta di pesticidi non autorizzati lungo la filiera del biologico rappresenta una grande sfida per l'industria. A causa dell'interpretazione contraddittoria del regolamento biologico dell'UE e della mancanza di chiari orientamenti da parte della Commissione, le procedure all'interno dell'UE sono molto eterogenee.

Un nuovo progetto partito all’inizio di febbraio, "PSM-Wirkstofffunde", finanziato dal Programma federale per l'agricoltura biologica (BÖLN), esaminerà il tema dei residui  e della contaminazione dei pesticidi non autorizzati nella catena del valore biologica. Il progetto, implementato in collaborazione con Bund ökologische Lebensmittelwirtschaft (BÖLW), Büro Lebensmittelkunde & Qualität (BL-Q) e Gesellschaft für Resource Protection Ltd (GfRS), analizzerà in dettaglio le aree problematiche lungo tutta la filiera bio, identificherà le lacune esistenti e metterà a punto le raccomandazioni per le azioni da intraprendere.

Le priorità di ricerca progettuali sono:

  • L’identificazione dei pesticidi con un alto potenziale di contaminazione per la filiera del biologico
  • L’individuazione delle potenziali vie di contaminazione
  • L’analisi dei dati relativi alle applicazioni dei pesticidi e alla contaminazione delle aree non bersaglio (monitoraggio ambientale)
  • L’individuazione dei dati richiesti per la corretta valutazione dei residui di pesticidi non autorizzati lungo la filiera bio
  • L’analisi dei punti di forza e di debolezza delle banche dati dei residui
  • L’analisi dello status quo dell'attuale gestione dei residui di pesticidi a livello aziendale e nell'ambito del controllo biologico
  • La valutazione delle attuali procedure in vari paesi dell'UE e dell'EFTA e raccomandazioni per le azioni da intraprendere.

 

L'obiettivo del progetto è quello di migliorare la base di informazioni e i metodi per la corretta valutazione del ritrovamento di pesticidi non autorizzati. La sua attuazione si basa sui risultati del progetto FiBL / OPTA "Migliorare la gestione dei casi di residui nella produzione biologica". Attraverso uno stretto scambio di informazioni con istituzioni quali IFOAM UE, l'OPTA (Associazione per la trasformazione e il commercio dei prodotti biologici) e l'EOCC (Consiglio europeo per i certificatori biologici), il progetto mira anche a fornire un contributo per un approccio armonizzato a livello europeo.

Per maggiori informazioni, contattare Marlene Ariana Milan, FIBL

QUI è possibile scaricare una dettagliata descrizione del progetto

Fonte: FIBL