FederBio: un nuovo standard bio per la zootecnia contro altre pandemie

01/12/2020
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Si chiama “high welfare”, alto benessere, letteralmente, il nuovo standard targato FederBio che riguarda l’allevamento degli animali. Benessere per gli animali, quindi, associato anche alla riduzione dei rischi per il benessere delle persone. Come ha purtroppo insegnato e sta continuando ad evidenziare la pandemia in corso, le condizioni di vita degli animali impattano non solo sull’ambiente ma anche direttamente sulla salute delle persone.

L’agricoltura biologica, in questo contesto, è un punto di riferimento perché opera nel pieno rispetto dell’ambiente e della salute degli animali. E lo standard FederBio, la cui elaborazione è stata avviata già a fine 2016 in collaborazione con CIWF Onlus, riguarda in modo specifico il tema di maggiore attualità: il benessere animale.

Per le realtà bio non è permesso forzare la velocità di crescita degli animali o la produzione di carne, latte e uova ricorrendo a sostanze non naturali come ormoni, antibiotici e promotori della crescita. Inoltre, l’alimentazione delle bestie si basa su foraggi biologici (freschi e secchi) e su mangimi anch’essi biologici; le eventuali cure veterinarie utilizzano prodotti omeopatici o fitoterapici.

La proposta di FederBio è una lettura della normativa vigente (i Reg. (CE) n. 834/2007 e 889/2008)  in materia di zootecnia biologica più coerente con i principi definiti nella stessa normativa. L’obiettivo è favorire sempre e comunque il benessere animale.  La necessità di ripensare in chiave sostenibile gli allevamenti appare dunque sempre più impellente, per la nostra specie, oltre che per le altre.

Il testo integrale del nuovo standard può essere scaricato a questo LINK, mentre il comunicato integrale QUI

Fonte: FederBio

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