Il bio è il grande assente nel piano italiano per la Next generation Eu, di Simonetta Lombardo

21/12/2020
Rassegna stampa

L’articolo analizza il Piano italiano presentato per il Recovery fund per quanto riguarda l’agricoltura, che viene praticamente quasi ignorata nei suoi aspetti più sostenibili, a cominciare dalla totale assenza dell’agricoltura biologica. Sconosciuti i termini “agroecologia” e “biodiversità”.  Poche righe con la generica definizione “agricoltura sostenibile e di precisione”. E l’attenzione – si fa per dire – si concentra sugli interventi che “mirano all’efficientamento energetico e all’isolamento termico/coibentazione degli immobili adibiti a uso produttivo nel settore agricolo e zootecnico” e a un “piano per la logistica del comparto agricolo, che si sostanzia in contributi alle aziende per abbassare l’impatto ambientale del sistema dei trasporti”. Eppure, come ricorda l’autrice, circa un terzo delle emissioni di gas  serra è legato al cibo e quasi un quarto può essere direttamente ricondotto all’agricoltura e all’uso del suolo. La via da seguire, ma il tempo stringe, è quella già indicata dalla FAO nel 2018, assieme ad un appello al rilancio dell’agroecologia.

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Fonte: Cambia la Terra