Il Molise punta a un'olivicoltura tutta biologica, di Pasquale Di Lena

03/02/2020
Rassegna stampa

Un articolo sulla rivista online “Teatro Naturale” riporta la cronaca di un incontro a fine gennaio presso la Masseria Di Majo Norante, in cui i due realtà di recente istituzione, il Distretto BioMolise e il Consorzio TUMP (Turismo, Università, Medicina, Paesaggio), si sono dati l’obiettivo di fare dell’olio biologico molisano il simbolo di un rapporto virtuoso tra la tutela della biodiversità, l’utilizzo di pratiche produttive sapienti e sostenibili, la certificazione dell’elevata qualità salutistica del prodotto. Si intende in sostanza puntare sull’olivicoltura, la coltivazione arborea più estesa e più importante nella Regione, per rilanciare l’agricoltura e dare ad essa l’impronta bio, quale premessa ed espressione piena della sostenibilità, in una regione, il Molise, che, con i suoi 4,4 mila chilometri quadrati (poco più grande della Val d’Aosta), esprime un ricco patrimonio di biodiversità olivicola, con 19 varietà autoctone trainate dalla più diffusa, la Gentile di Larino; culla, venticinque anni fa, dell’Associazione Nazionale delle Città dell’Olio; una Regione che ha nel Parco storico regionale dell’olivo di Venafro, il primo e unico parco al mondo dedicato all’olivo; sede di “Goccia d’Oro”, il Concorso che ha dato un grosso contributo alla crescita della qualità degli oli molisani, che esprimono, in quattro aree ben distinte, sentore “erbaceo” (Venafro con l’intera fascia che guarda il Matese e tutto il Basso Molise dal Fortore al Trigno); il sentore dei “frutti di bosco” (l’Alto Molise) e il sentore di “pomodoro” la parte centrale del Molise con le sue varietà “Sperone di gallo” e “Gentile di Mafalda”. Non ultimo il progetto “Aspem- Agricoltura sociale per promozione dell’empowerment di donne e famiglie monoparentali e minori” della cooperativa Kairos di Termoli, che vede le donne, quelle oggetto di violenze, protagoniste in agricoltura con l’olivo e l’olio punti di riferimento fino alla creazione di un olio chiamato “la terra delle donne”.

L’incontro si è chiuso con la lettura e l'approvazione di uno specifico documento.

L’articolo completo si può scaricare QUI

Fonte: “Teatro Naturale”

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