La Fao pubblica nuove linee guida a favore della conservazione delle varietà locali

20/11/2019
News

La Fao ha pubblicato le nuove linee guida “Direttive Volontarie per la Conservazione e l’Uso Sostenibile di Specie ed Ecotipi Agricoli” che mirano a “garantire la diversità delle coltivazioni e la resilienza degli agricoltori alla perdita delle risorse fitogenetiche” e “sono un valido aiuto ai paesi nello sviluppo di piani nazionali per la conservazione di queste risorse critiche per le coltivazioni”.

Le nuove Direttive Volontarie sono state presentate in occasione di un evento a margine dell’ottava sessione dell’Organo direttivo del Trattato Internazionale sulle Risorse Fitogenetiche per l’Alimentazione e l’Agricoltura tenutosi a Roma. Vanno ad integrare le Direttive Volontarie per la Conservazione e l’Uso Sostenibile dei Parenti Selvatici di Colture e Piante Alimentari Selvatiche pubblicate nel 2018.
Le varietà e gli ecotipi agricoli sono popolazioni di coltivazioni spesso geneticamente diverse, con un elevato livello di adattamento all’ambiente in cui crescono.  I coltivatori indigeni le conoscono a fondo e selezionano sapientemente le loro sementi, gestendo i campi di conseguenza. La gestione dinamica delle varietà/ecotipi, compresa la loro esposizione a diversi regimi di produzione, ambienti, selezione e sistemi di conservazione e di scambio delle sementi, garantisce un serbatoio di variabilità genetica in continua evoluzione. Gli agricoltori preferiscono le qualità agronomiche o culinarie, spesso ricorrendo alle credenze popolari, molto importanti a livello locale, dando un importante contributo alla sicurezza alimentare e nutrizionale, ai mezzi di sussistenza rurali, alla lotta contro il cambiamento climatico e persino alla sopravvivenza umana. Gli ecotipi spesso non sono stati sottoposti a procedure formali di miglioramento delle coltivazioni, tuttavia molte caratteristiche adattive delle varietà e degli ecotipi sono emerse attraverso la continua selezione dei coltivatori. Sono noti con nomi locali alle persone che li hanno sviluppati e continuano a coltivarli e a utilizzarli secondo le tradizioni, le conoscenze, le abitudini, i dialetti e le festività. Tuttavia, un gran numero di questi tipi di coltivazioni è andato perso o è stato abbandonato, il che rischia di compromettere i futuri sistemi alimentari sostenibili.
Bukar Tijani, vicedirettore generale del Dipartimento agricoltura e tutela dei consumatori della Fao. sottolinea che “I sistemi alimentari odierni sono caratterizzati da una sempre maggiore uniformità e varietà delle coltivazioni. Per essere sostenibili, gli agricoltori devono coltivare l’insieme di colture e varietà geneticamente più diversificate che si adattano alle loro agroecologie, ai sistemi di produzione e alle preferenze dei consumatori finali. Inoltre, varietà/ecotipi locali sono la principale fonte per l’analisi comparativa nella sperimentazione di nuove varietà. Tali pratiche non solo sostengono gli usi alimentari tradizionali, ma aumentano anche la resilienza e la capacità di far fronte a malattie e parassiti e al cambiamento climatico”.
Gli interventi consigliati spaziano dall’identificazione e documentazione delle risorse fitogenetiche esistenti per l’agricoltura  alla mappatura dei loro usi effettivi e potenziali, dalla promozione della loro conservazione alla divulgazione di informazioni, fino al sostegno agli agricoltori e alle comunità locali per la loro conservazione e l’uso sostenibile – il tutto in linea con i contesti e le priorità nazionali.
L’importanza di stabilire un approccio sistematico a queste attività agricole è stata riconosciuta da organizzazioni e strumenti internazionali, tra cui la Convenzione sulla Biodiversità, il Trattato Internazionale sulle Risorse Fitogenetiche per l’Alimentazione e l’Agricoltura, e il Secondo Piano d’Azione Globale per le Risorse Fitogenetiche per l’Alimentazione e l’Agricoltura (RFAA). Le nuove Direttive Volontarie sono le prime nel loro genere a delineare questo tipo di approccio.

Le nuove “Linee Guida” della FAO si possono scaricare QUI

Fonte: Greenreport.it

Produzioni: