La tecnologia “In Line Roller Crimper”, di Eugenio Cozzolino

18/01/2017
Rassegna stampa

 

Negli ultimi anni si sta diffondendo una nuova tecnica di coltivazione che può essere molto interessante dal punto di vista della capacità di sequestrare quantità importanti di anidride carbonica (CO2), ridurre le emissioni di protossido di azoto (N2O), ridurre le emissioni dei mezzi agricoli. Si tratta della coltivazione di copertura (cover crop) terminata col roller-crimper.

La tecnologia In Line Roller Crimper (ILRC) consente, attraverso la realizzazione di uno spesso strato pacciamante naturale derivante dall’allettamento al suolo di coltura di copertura, un uso più efficiente delle risorse naturali. Essa ostacola lo sviluppo delle infestanti, riduce l’evapotraspirazione del terreno facendo risparmiare acqua irrigua e protegge il suolo dall’erosione e dalle alte temperature. La pacciamatura, una volta esaurito il suo compito, si degrada ed arricchisce il suolo di sostanza organica. Ne consegue che si possano ottenere dei benefici agroambientali (riduzione di input energetici e di sintesi chimica, miglioramento della fertilità dei suoli, fissazione della CO2), socio-economici (riduzione dei costi di produzione) e di sicurezza alimentare, contribuendo inoltre a mitigare in agricoltura gli effetti negativi associati ai cambiamenti climatici.

I benefici ottenibili dalle cover crops, sono relativi alla produzione di una elevata biomassa, che aumenta il contenuto di sostanza organica nel suolo, impedisce agli elementi derivanti dalla mineralizzazione della sostanza organica di venire persi per lisciviazione ed al contempo previene forme di inquinamento delle falde ad opera dei nitrati. Inoltre, la fissazione dell’azoto atmosferico ad opera di specie leguminose in simbiosi con microrganismi azotofissatori permette di aumentare il livello di azoto nel terreno nel medio periodo.

Nella gestione di una cover-crop basilare risulta essere la scelta della specie, che deve soddisfare i principali aspetti colturali (come una buona energia germinativa, una rapida emergenza oltre che un rapido adattamento e sviluppo, in modo da contrastare le infestanti). Le specie che vengono utilizzate tradizionalmente sono quelle appartenenti alle famiglie delle leguminose (es. veccia, favino, trifoglio) con lo scopo di fornire azoto.

La tecnica della terminazione conservativa mediante l’utilizzo della ILRC è una innovazione che, nella sua semplicità tecnologica, ha consentito nell’ambito del progetto di ricerca ORWEEDS del CRA-Consiglio per la Ricerca in Agricoltura (ora CREA), una piccola rivoluzione socio-culturale nel rapporto fra ricercatori, operatori agricoli e piccoli imprenditori. La motivazione principale di questo successo risiede nella semplicità della tecnica e della tecnologia utilizzata, associata ad una notevole diversità di funzioni ecologiche (controllo delle infestanti, minore consumo idrico, rilascio graduale degli elementi della nutrizione) e di vantaggi ambientali (minore consumo energetico), e ha incontrato le esigenze dell’operatore agricolo.

L’innovazione consente di preparare il letto di trapianto per le specie orticole con un ridotto numero di operazioni meccaniche. La coltura di copertura, tradizionalmente incorporata nel terreno con la pratica del sovescio, viene schiacciata con un rullo sagomato (roller crimper) abbinato a due serie di discissori, formando una pacciamatura naturale. Questo consente, rispetto alla tecnica tradizionale (sovescio + pacciamatura artificiale), un risparmio di gasolio del 56% e di tempo del 45%.

La tecnica ha consentito, sulla maggior parte delle orticole testate, l’ottenimento di produzioni soddisfacenti. In pomodoro, peperone dolce, peperone piccante, lattuga e zucchino le produzioni sono risultate comparabili a quelle ottenute con la tecnica tradizionale (sovescio). Notevole è stato l’interesse degli imprenditori agricoli, soprattutto di quelli che operano con il metodo biologico, i quali hanno apprezzato la capacità di contenimento delle infestanti della pacciamatura naturale e la sanità delle piante. Le potenzialità della tecnica ed il crescente coinvolgimento degli agricoltori hanno spinto una ditta privata ad acquistare dal CRA il brevetto e ad iniziare la costruzione dei primi esemplari di roller crimper abbinato ai discissori.

TerrAmica - ANNO IV - NUM 6 - GENNAIO 2017, p. 6-7

 

Tecniche: