Le Marche conquistano le “Spighe verdi” perché attente ad un'agricoltura sostenibile

08/08/2019
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Spighe Verdi è il programma per lo sviluppo rurale sostenibile. Si rivolge ai Comuni che intendono valorizzare e investire sul proprio patrimonio rurale, migliorando le buone pratiche ambientali. Nel rapporto che si crea tra Comune, agricoltori e comunità locale sta il successo di Spighe Verdi, un programma flessibile e adattabile per promuovere buone pratiche ambientali in diversi contesti territoriali. Nel programma Spighe Verdi è centrale il ruolo che ha l’agricoltura nella difesa del paesaggio, nella tutela della biodiversità e nella produzione di alimenti di qualità. Il Comune, per ottenere la certificazione e il marchio Spiga Verde, deve autocandidarsi seguendo un protocollo in cui è prevista la rispondenza a criteri contenuti in diverse aree tematiche (acqua, energia, agricoltura, rifiuti, assetto urbanistico, tutela del paesaggio, ecc.). La candidatura è volontaria e gratuita e viene valutata da una Commissione di Valutazione nazionale che riunisce esperti provenienti da diversi enti pubblici e privati. Le Marche conquistano ora un nuovo primato confermandosi tra le regioni più attente alle politiche ambientali e in particolare all’agroecologia: la regione di Leopardi ha vinto il premio Spighe Verdi. Il riconoscimento, indetto da Fee Italia (Fondazione per l’educazione ambientale) premia ogni anno i Comuni più virtuosi per la gestione sostenibile del territorio. Le Marche sono in testa alla classifica assieme a Toscana e Piemonte con sei località premiate: Esanatoglia, Grottammare, Matelica, Mondolfo, Montecassiano e Numana.

“Il primato è frutto dell’impegno di una sinergia di forze trainanti: amministratori locali, associazioni di categoria, operatori agricoli, tutti uniti saldamente con il loro lavoro quotidiano per preservare il nostro straordinario territorio e l’ambiente”, spiega la vicepresidente della Regione Anna Casini. “Il riconoscimento è il risultato di un percorso intelligente verso la qualità e la sostenibilità ambientale. Puntare sul biologico, sulla diffusione delle ciclabili, sulla riduzione e riuso dei rifiuti, sul consumo intelligente e accorto della terra è una scelta che paga anche in termini economici”.

La procedura per le Spighe Verdi segue un protocollo certificato Iso 9001-2015 che coinvolge nel gruppo di lavoro diversi enti istituzionali, dal ministero dell’Ambiente alle Politiche agricole, dal Comando unità tutela forestale, ambientale e agroalimentare dei carabinieri all’Ispra passando per Cnr e Confagricoltura. Tra gli indicatori presi in considerazione: la partecipazione pubblica; l’educazione allo sviluppo sostenibile; il corretto uso del suolo; la presenza di produzioni agricole tipiche, la sostenibilità e l’innovazione in agricoltura.

Fonte: Spighe Verdi/Cambia La Terra