Regione Campania: progetto AnFruBiAmbi, varietà antiche di frumento duro coltivate in biologico

29/09/2020
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Si svolgerà a Montefalcione (AV) il 29 settembre un incontro divulgativo per presentare il progetto (capofila il Dip. di Agraria dell’Università Federico II di Napoli) sull’impiego di varietà antiche di frumento duro coltivate in biologico per la riduzione dell'impatto ambientale nell’areale avellinese.

L’avellinese, nonostante gli handicap ambientali, ha mantenuto una forte impronta agricola, ed in particolare il settore cerealicolo rappresenta la coltura più importante dell’area (gli ambienti tipici di coltivazione sono rappresentati dalle zone dell’Ufita e dell’Alta Irpinia). In provincia di Avellino, oltre ad alcune varietà moderne, vengono coltivate alcune varietà tipiche della zona, che oggi si cerca di preservare, quali le varietà “Cappella”, “Saragolla” e “Marzellina” per il frumento duro, e le varietà “Carlentina”, “Carosella” e “Pappola” per il frumento tenero. Negli ultimi anni, l’area avellinese ha visto un progressivo abbandono della coltivazione del frumento a causa principalmente di una bassa redditività della coltura. Tale abbandono ha comportato non solo dei costi socio-economici, ma anche una maggiore esposizione di queste zone a rischio di degrado ambientale (erosione dei terreni incolti montani e collinari). La tutela ambientale di queste zone deve certamente passare attraverso la diversificazione colturale e tecnico-economica, senza tuttavia stravolgere le potenzialità intrinseche del territorio e le competenze di cui molti imprenditori agricoli già dispongono. In tale ottica, la re-introduzione di varietà antiche di grano duro sembra offrire un’alternativa valida non solo all’abbandono di queste terre, ma anche alternativa alla coltivazione di varietà “moderne” a basso reddito.

L’obiettivo del progetto è quello di costituire una rete di cooperazione che sensibilizzi gli agricoltori dell’area avellinese alle tematiche di salvaguardia ambientale, con particolare attenzione alla problematica dell’erosione superficiale delle zone collinari, attraverso la coltivazione di grani antichi, che assicurano un’adeguata copertura del suolo e al contempo una valorizzazione dell’agro-biodiversità, e l’applicazione di pratiche colturali biologiche che preservano la fertilità del suolo.

Altri dettagli del progetto a questo LINK, per informazioni chiamare il numero 081 2539137 o inviare una mail a mauro.mori@personalepec.unina.it

Fonte: Regione Campania

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