Regione Sicilia: proroga di due anni al bando 2015 “Agricoltura biologica”

03/05/2020
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Una proroga biennale, oltre il quinquennio previsto dal bando 2015 “Agricoltura biologica”, al fine mantenere nel territorio siciliano un’elevata superficie di coltivazione biologica, strategica per la tutela dell’ambiente e la salute dei consumatori. Ne dà notizia l’assessore all’agricoltura della Regione Sicilia Edy Bandiera, un prolungamento che supporterà il mantenimento di buona parte delle superfici biologiche siciliane, pari a 130 mila ettari. L’importo di spesa che  per i prossimi due anni potrà essere assegnato alle aziende agricole siciliane sarebbe pari a 60 milioni di euro.  La proroga riguarda la misura del PSR Sicilia 2014-2020 “Agricoltura biologica” 11.2.1 “Pagamenti per il mantenimento dell’agricoltura biologica” (quinquennio che scade nel 2020 con le domande annuali di pagamento presentate nel 2019) ed è rivolta a coloro i quali hanno già beneficiato degli aiuti col precedente bando, fermo restando che l’adesione al prolungamento per due anni è facoltativa e pertanto occorrerà presentare apposita domanda di adesione per l’annualità 2020.

Alla proroga biennale per il biologico si accompagna uno stanziamento straordinario, pari a 200 mila euro per la Biofabbrica di Ramacca, un opificio dell’Ente di Sviluppo Agricolo (ESA), in cui si allevano insetti utili, antagonisti di quelli dannosi alle coltivazioni agricole, da liberare in idonee quantità nelle aziende agricole che adottano tecniche di lotta biologica od integrata. “Si tratta di una struttura che, se supportata, può divenire strategica nelle politiche di attuazione della lotta biologica, una delle 26 biofabbriche europee, peraltro la più importante del Mediterraneo che produce, in termini massali, il maggior numero di insetti base”,  ha spiegato l’assessore.  “La Biofabbrica, così, sarà nelle condizioni di sviluppare nuovi protocolli per fronteggiare, con metodi naturali, vecchie e nuove emergenze entomologiche parassitarie, come quella del cimiciato del nocciolo che sta creando problemi produttivi e qualitativi alle produzioni corilicole dei Nebrodi”.

Fonte: Sicilia Agricoltura