"Troppi pesticidi nei meleti. La soluzione è l'agricoltura bio", di Antonio Cianciullo (EN)

17/06/2015
Rassegna stampa

In un rapporto reso noto oggi ("Il gusto amaro della produzione intensiva di mele. Un'analisi dei pesticidi nei meleti europei e di come soluzioni ecologiche possono fare la differenza") Greenpeace ha passato ai raggi X la produzione di mele in Europa e il risultato non è incoraggiante. Su un totale di 85 campioni raccolti (49 di suolo e 36 di acqua provenienti da meleti intensivi) sono stati trovati 53 pesticidi diversi: il 78% dei prelievi di suolo e il 72% dei prelievi di acqua contenevano residui di almeno un pesticida. E il 70% dei pesticidi individuati ha un'elevata tossicità per gli esseri umani o per l'ambiente.  Non si tratta dunque di stabilire quanti residui rimangono nei frutti (da anni risulta che quelli fuori norma sono dell'ordine di qualche percento) ma di misurare l'impatto sull'ambiente. Dei 38 pesticidi scoperti nei campioni di acqua, 8 sono altamente tossici per gli organismi acquatici. Mentre tra quelli trovati nel complesso dei prelievi, 8 risultano altamente tossici per le api. Inoltre 7 non sono attualmente approvati nell'Unione europea e possono essere utilizzati solo da eccezionali deroghe temporanee. Un'alternativa è però possibile e il rapporto lo sottolinea evidenziando le tecniche alternative per la lotta ai parassiti e alle malattie dei meli, bandire i pesticidi chimici di sintesi dalle coltivazioni e indirizzare i sussidi a sostegno di pratiche ecologiche, tutelando così la salute degli agricoltori, delle acque e del suolo. In risposta al rapporto di Greenpeace, Agrofarma, Associazione nazionale imprese agrofarmaci che fa parte di Federchimica dichiara: "Le imprese produttrici di agrofarmaci sono coinvolte, a livello sia europeo che nazionale, in importanti progetti destinati al miglioramento progressivo degli standard di sostenibilità ambientale e della qualità dei suoli, delle acque sotterranee e superficiali. L'Associazione comprende la diffusa preoccupazione sostenendo e favorendo l'adozione da parte di tutti gli operatori del settore di un comportamento consapevole e orientato alla sostenibilità".

“La Repubblica”, 16 giugno 2015, www.repubblica.it

 

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