Un nuovo regolamento europeo per aumentare l'uso di fertilizzanti organici e dei fertilizzanti a base di compost dai rifiuti (EN)

30/03/2016
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Economia circolare: utilizzare le risorse in modo più sostenibile e competitivo. Partendo da tale principio, entrato ormai nella filosofia della Commissione Europea, la stessa si ripropone di mettere a punto un nuovo Regolamento per il settore dei fertilizzanti, favorendo in particolare quelli organici e quelli ottenuti dai rifiuti domestici.

In un dettagliato comunicato (scaricabile QUI, in inglese) la Commissione fornisce tutti gli elementi per la nuova proposta, tra cui  quanto questa potrà contribuire all’economia circolare, quali prodotti fertilizzanti verranno inclusi, come le nuove regole miglioreranno la protezione della salute e dell’ambiente.  L'etichettatura dovrà menzionare il contenuto effettivo dei nutrienti e le loro forme, cosa che permetterà agli agricoltori di modulare l'uso dei fertilizzanti a seconda delle esigenze delle piante. La proposta vuole altresì delineare i confini tra prodotti fertilizzanti e prodotti fitosanitari, per evitare sovrapposizioni tra i bio-stimolanti per le piante e i regolatori di crescita. La Commissione segnala   che circa la metà dei fertilizzanti attualmente sul mercato, tra cui quelli organici,  sono lasciati fuori dal campo di applicazione dell’attuale Regolamento sui fertilizzanti e dal marchio CE che garantisce il loro accesso al mercato unico. La Commissione propone di portare i fertilizzanti organici nell'ambito di applicazione del Regolamento e concedere l'accesso alla marcatura CE. Tutti i prodotti saranno etichettati in modo uniforme consentendo agli agricoltori europei di fare scelte consapevoli, contribuendo a rendere la produzione alimentare più efficace dal punto di vista dei costi e delle risorse.

Il settore dei fertilizzanti fornisce i propri prodotti a circa 12 milioni di aziende agricole dell'UE per concimare circa 175 milioni di ettari di terreni agricoli. Occupa circa 130.000 persone. Altri posti di lavoro sono creati indirettamente nella catena di fornitura e nelle attività di vendita. 

Fonte: Commissione Europea

Luogo: 
Bruxelles

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