Ambienti, tecniche e strategie per il vigneto biologico Veneto

Coordinatore: 
Ente finanziatore: 
Regione Veneto

In un ambiente pedoclimatico così vario come quello regionale e in uncontesto produttivo che vede l’utilizzo di svariate forme diallevamento, non dappertutto la difesa del grappolo può esseregarantita con quanto permesso dalla normativa vigente, nella qualel’uso del rame subirà ulteriori limitazioni nei prossimi anni.
Ancor di più, quindi, lo studio delle diverse strategie di difesa,delle aree con caratteri pedo-cliamatici idonei, della paretevegetativa e dei vini si impone con urgenza. Quindi:

- Sulla base delle caratteristiche pedologiche dei suoli (leggi fertilitàagronomica), individuare nel territorio regionale quelle aree in cui lavigoria dei vigneti sia compatibile con una più facile difesa sanitaria,

-Interfacciare i dati sui suoli con i dati meteo (temperatura, pioggia,vento, umidità relativa) al fine di individuare quelle combinazioni disicura tenuta ai metodi biologici;

- Studio del microclima dellaparete vegetativa (bagnatura fogliare, umidità relativa), delle suedimensioni, del suo sviluppo, della sua forma e della copertura delgrappolo, arrivando a definire la miglior combinazione;

- Studio di diverse linee di difesa utilizzando differenti dosaggi, principi attivi, volumi di applicazione, tempi;

- Verifica delle qualità del prodotto vino ottenuto nei diversi siti con metodi tradizionali e biologici,

-Stesura di un documento e di una carta tematica riportante le aree piùvocate, ciò sulla base dei risultati e delle carta pedologica regionalein via di definizione.
Nell’ultimo decennio il settore dei prodotti biologici ha avuto unacrescita esponenziale. Superata la prima fase di effetto moda, sipercorre ora un strada più matura e più solida, sostenuta da unarichiesta aggiornata, convinta e preparata di prodotti genuini, sani edi alta qualità. Di fronte a questa situazione un numero consistente diAziende Venete (819 nel 1997 e 1270 nel 2000 Fonte FIAO) ha intrapresola via della conversione. Inizialmente si sono fatte promotrici quelledi maggiori dimensioni più strutturate, ma ora stimolate dalleinvoglianti previsioni, un numero sempre maggiore di medio-piccoleimprese si sta avvicinando a questo mercato. Le conoscenze tecnicheaziendali non sono sempre in grado di far fronte alla gravità degliattacchi parassitari, spesso resi particolarmente pericolosi dal climalocale e dal tipo di allevamento.
Laricerca in questi ultimi anni si è spesso occupata di difesa con metodibiologici, ma le realtà locali a volte non rendono trasferibili eapplicabili i risultati emersi; inoltre molte formulazioni di prodottipiù o meno nuovi, non sempre sono permesse dal disciplinare diproduzione. Ancora, strategie e quantità di p.a. devono esserecalibrate caso per caso. In un momento quindi di forte attrazione permolti produttori, nonché in presenza di una normativa che si fa semprepiù precisa, severa e internazionalmente riconosciuta, urge a livelloregionale uno studio di base mirato a produrre delle precise indicazioni nelle diverse aree e sulle strategie operative.

In un ambiente pedoclimatico così vario come quello regionale e in uncontesto produttivo che vede l’utilizzo di svariate forme diallevamento, non dappertutto la difesa del grappolo può esseregarantita con quanto permesso dalla normativa vigente, nella qualel’uso del rame subirà ulteriori limitazioni nei prossimi anni.
Ancor di più, quindi, lo studio delle diverse strategie di difesa,delle aree con caratteri pedo-cliamatici idonei, della paretevegetativa e dei vini si impone con urgenza. Quindi:

- Sullabase delle caratteristiche pedologiche dei suoli (leggi fertilitàagronomica), individuare nel territorio regionale quelle aree in cui lavigoria dei vigneti sia compatibile con una più facile difesa sanitaria,

-Interfacciare i dati sui suoli con i dati meteo (temperatura, pioggia,vento, umidità relativa) al fine di individuare quelle combinazioni disicura tenuta ai metodi biologici;

- Studio del microclima dellaparete vegetativa (bagnatura fogliare, umidità relativa), delle suedimensioni, del suo sviluppo, della sua forma e della copertura delgrappolo, arrivando a definire la miglior combinazione;

- Studio di diverse linee di difesa utilizzando differenti dosaggi, principi attivi, volumi di applicazione, tempi;

- Verifica delle qualità del prodotto vino ottenuto nei diversi siti con metodi tradizionali e biologici,

-Stesura di un documento e di una carta tematica riportante le aree piùvocate, ciò sulla base dei risultati e delle carta pedologica regionalein via di definizione.

Nell’ultimo decennio il settore dei prodotti biologici ha avuto unacrescita esponenziale. Superata la prima fase di effetto moda, sipercorre ora un strada più matura e più solida, sostenuta da unarichiesta aggiornata, convinta e preparata di prodotti genuini, sani edi alta qualità. Di fronte a questa situazione un numero consistente diAziende Venete (819 nel 1997 e 1270 nel 2000 Fonte FIAO) ha intrapresola via della conversione. Inizialmente si sono fatte promotrici quelledi maggiori dimensioni più strutturate, ma ora stimolate dalleinvoglianti previsioni, un numero sempre maggiore di medio-piccoleimprese si sta avvicinando a questo mercato. Le conoscenze tecnicheaziendali non sono sempre in grado di far fronte alla gravità degliattacchi parassitari, spesso resi particolarmente pericolosi dal climalocale e dal tipo di allevamento.
Laricerca in questi ultimi anni si è spesso occupata di difesa con metodibiologici, ma le realtà locali a volte non rendono trasferibili eapplicabili i risultati emersi; inoltre molte formulazioni di prodottipiù o meno nuovi, non sempre sono permesse dal disciplinare diproduzione. Ancora, strategie e quantità di p.a. devono esserecalibrate caso per caso. In un momento quindi di forte attrazione permolti produttori, nonché in presenza di una normativa che si fa semprepiù precisa, severa e internazionalmente riconosciuta, urge a livelloregionale uno studio di base mirato a produrre delle preciseindicazioni nelle diverse aree e sulle strategie operative.

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