Cerealicoltura biologica. 1) Reti nazionali per la formulazione di liste di varietà di frumento duro e frumento tenero consigliate in coltura biologica

Cerealicoltura biologica. Interventi agrotecnica e genetici per il miglioramento quanti-qualitativo del frumento duro e tenero e la valorizzazione dei prodotti derivati.

1) Reti nazionali per la formulazione di liste di varietà di frumento duro e frume

Coordinatore: 
Ente finanziatore: 
MiPAAF
Data inizio: 
01/01/2007
Data fine: 
31/12/2007

I cereali rappresentanooltre un quarto delle superfici coltivate in biologico in Italia e, tra essi,il frumento duro è di gran lunga la specie più utilizzata.

Da più parti è stato proposto l'uso ed il recuperoin agricoltura biologica di vecchie varietà in quanto caratterizzate da elevatarusticità ed adattabilità. Recenti esperienze, però sembrano indicare che lemoderne varietà sono in grado di dare risposte comparabili in colturaconvenzionale e biologica, più efficienti nell’estrazione dell’azoto dalterreno e nella traslocazione degli assimilati alle cariossidi e dotate di unamigliorata resistenza alle fitopatie. Allo scopo di fornire nel breve-medioperiodo indicazioni sulle varietà di frumento tenero e duro adatte allacoltivazione biologica, in diversi ambienti pedoclimatici, verranno realizzatereti nazionali di confronto varietale con l’obiettivo di identificare igenotipi che meglio rispondono alle esigenze del settore in termini dirusticità, stabilità delle rese e caratteristiche tecnologiche, qualitative esanitarie dei prodotti. Non potendo utilizzare sostanze chimiche di sintesirisulta di primaria importanza individuare varietà caratterizzate da:
• adattamento a condizioni di scarsa disponibilità di azoto, in particolarenella fase di riempimento della granella;
• elevata efficienza di accumulo e rilocazione della sostanza secca edell’azoto nella granella;
• efficacia nell’azione competitiva verso le infestanti;
• elevata resistenza agli stress biotici in particolare malattie fogliari,trasmesse da seme e da terreno infetto;
• buoni standard qualitativi per l’ottenimento di prodotti di trasformazioneadatti a soddisfare la domanda di specifici settori merceologici;
• assenza di contaminanti pericolosi per la salute o pregiudizievoli per lacommercializzazione (micotossine).
All’interno delle reti varietali , gli obiettivi specifici delle indaginifitopatologiche riguarderanno la valutazione delle principali malattie sufrumento in condizioni di coltura biologica; l’individuazione di quelle piùpenalizzanti considerando anche le interazioni tra i vari patogeni, compresi quelliche nell’agricoltura convenzionale vengono normalmente controllati con mezzichimici; l’individuazione delle cultivar resistenti/tolleranti alle piùimportanti fitopatie individuate, comprese quelle da virus.

Fra le 10 varietà di frumento duro in prova da almenoun triennio, Iride si è caratterizzata per una maggiore stabilità in tutti gliambienti, seguita da Claudio. Buone anche le risposte di Ciccio e Simeto al Sude di Grazia nel Centro-adriatico, mentre Duilio si distingue per le discreteperformance medie. Per gli aspetti qualitativi, di primaria importanzasoprattutto in biologico, va segnalata San Carlo, caratterizzata in ogniambiente da un buon tenore proteico e alto peso ettolitrico. Il ricorso allavecchia varietà Cappelli non sembrerebbe del tutto soddisfacente perché, oltrealla ben nota scarsa produttività e allettamento dei culmi, il pur elevatocontenuto proteico è inficiato da un rapporto non equilibrato fra le diversefrazioni proteiche.
Nessuno dei tantissimi campioni di granella proveniente dai diversi areali hafatto registrare valori della micotossina deossivalenolo (DON) superiore ailimiti di legge , evidenziando livelli di poco superiori alla soglia dirilevabilità dei metodi e comunque, sempre in linea se non inferiori con quantoritrovato in convenzionale.

Per il frumento tenero tra le varietà di migliorequalità (FF e FPS) si è evidenziata la buona produttività associata ad un buonpeso ettolitrico di Blasco e Nomade. Tra i panificabili si possono segnalare ,per buone e stabili produzioni nei diversi anni le varietà Isengrain eAubusson, caratterizzate come tutte le altre di questa classe qualitativa dapesi elettrolitici medi. Tra i frumenti da biscotto, elevati e stabili livelliproduttivi vengono confermati dalla varietà Craklin, associati però ad un pesoettolitrico sempre basso. Le produzioni medie delle tre classi qualitativeconsiderate sono risultate molto simili tra loro. Nel complesso dellasperimentazione si evidenzia che le cultivar di più recente costituzione ben siadattano al biologico mostrando una netta superiorità produttiva rispetto allecostituzioni più datate e raggiungendo rese simili al convenzionale, spessoassociate a buoni livelli qualitativi quando vengano usate tecniche colturaliin grado di rendere disponibile l’azoto nelle fasi più critiche.
Le condizioni climatiche degli anni di prova non hanno favorito lo sviluppo dimalattie in forma epidemica L’oidio è stato rilevato in maniera moltocontenuta. La ruggine gialla è stata rilevata occasionalmente e con intensitàdi infezione piuttosto basse su alcune varietà di frumento duro nel solo campodi Campobasso e di S.Giuletta per il frumento tenero. Attacchi di ruggine brunasul duro sono stati registrati soprattutto al Sud. La fusariosi della spiga èstata segnalata sporadicamente su alcune varietà di frumento duro e tenero. Lapatologia che è risultata più diffusa e aggressiva è stata quella che vieneindicata come il “complesso della septoriosi” a cui tutte le varietà sonorisultate suscettibili avendo fatto registrare intensità di infezione fino al70-80%. Va segnalata anche la crescente diffusione di Helminthosporiumtritici-repentis.
I risultati del monitoraggio sul seme hanno evidenziato livelli di infezione daspecie di Fusarium complessivamentebassi, in accordo con i bassi livelli di DON registrati. Da segnalare comunquel’aumentata incidenza di F. poae.

PERENZINM., BANFI R., BOSSI
S., EVARISTI F., BOGGINI G., CARAMANICO R., MASSERANI V.,MAZZUCCHI L., EMPILLI S., CORBELLINI M.,
2007. Conferme e novità interessantiper il grano tenero in biologico. Risultati del 5°anno di prove
nazionali sui teneribiologici. L’Informatore Agrario, 63, (36): 53-56.
QUARANTA F., BELOCCHI A,
D’EGIDIO M. G., FORNARA M., MAZZON V., MELLONI S.,DESIDERIO E., 2007 - Rese e qualità del grano duro
in coltivazione biologica:risultati del quinto anno di sperimentazione nazionale. L’Informatore
agrario,63 (36): 58-61.

IORI A., L’AURORA A.,MATERE
A., SERENI L., CASINI F., PASQUINI M.,2007: Infezioni fungine sottocontrollo sui frumenti bio 2007.
L’Informatore Agrario, 63 (45): 73-75.

SANTORI
A., CONCA G., INFANTINO A., 2007. Qualitàfitosanitaria ottima per le sementi biologiche.
L’Informatore Agrario, 63(47):64-65.

QUARANTA F., MELLONI S., 2007 – Il frumento duro:prove
varietali. Bioagricoltura, 17, 107: 27-30.

I cereali rappresentanooltre un quarto delle superfici coltivate in biologico in Italia e, tra essi,il frumento duro è di gran lunga la specie più utilizzata.

 

Da più parti è stato proposto l'uso ed il recuperoin agricoltura biologica di vecchie varietà in quanto caratterizzate da elevatarusticità ed adattabilità. Recenti esperienze, però sembrano indicare che lemoderne varietà sono in grado di dare risposte comparabili in colturaconvenzionale e biologica, più efficienti nell’estrazione dell’azoto dalterreno e nella traslocazione degli assimilati alle cariossidi e dotate di unamigliorata resistenza alle fitopatie. Allo scopo di fornire nel breve-medioperiodo indicazioni sulle varietà di frumento tenero e duro adatte allacoltivazione biologica, in diversi ambienti pedoclimatici, verranno realizzatereti nazionali di confronto varietale con l’obiettivo di identificare igenotipi che meglio rispondono alle esigenze del settore in termini dirusticità, stabilità delle rese e caratteristiche tecnologiche, qualitative esanitarie dei prodotti. Non potendo utilizzare sostanze chimiche di sintesirisulta di primaria importanza individuare varietà caratterizzate da:
• adattamento a condizioni di scarsa disponibilità di azoto, in particolarenella fase di riempimento della granella;
• elevata efficienza di accumulo e rilocazione della sostanza secca edell’azoto nella granella;
• efficacia nell’azione competitiva verso le infestanti;
• elevata resistenza agli stress biotici in particolare malattie fogliari,trasmesse da seme e da terreno infetto;
• buoni standard qualitativi per l’ottenimento di prodotti di trasformazioneadatti a soddisfare la domanda di specifici settori merceologici;
• assenza di contaminanti pericolosi per la salute o pregiudizievoli per lacommercializzazione (micotossine).
All’interno delle reti varietali , gli obiettivi specifici delle indaginifitopatologiche riguarderanno la valutazione delle principali malattie sufrumento in condizioni di coltura biologica; l’individuazione di quelle piùpenalizzanti considerando anche le interazioni tra i vari patogeni, compresi quelliche nell’agricoltura convenzionale vengono normalmente controllati con mezzichimici; l’individuazione delle cultivar resistenti/tolleranti alle piùimportanti fitopatie individuate, comprese quelle da virus.

 

Fra le 10 varietà di frumento duro in prova da almenoun triennio, Iride si è caratterizzata per una maggiore stabilità in tutti gliambienti, seguita da Claudio. Buone anche le risposte di Ciccio e Simeto al Sude di Grazia nel Centro-adriatico, mentre Duilio si distingue per le discreteperformance medie. Per gli aspetti qualitativi, di primaria importanzasoprattutto in biologico, va segnalata San Carlo, caratterizzata in ogniambiente da un buon tenore proteico e alto peso ettolitrico. Il ricorso allavecchia varietà Cappelli non sembrerebbe del tutto soddisfacente perché, oltrealla ben nota scarsa produttività e allettamento dei culmi, il pur elevatocontenuto proteico è inficiato da un rapporto non equilibrato fra le diversefrazioni proteiche.
Nessuno dei tantissimi campioni di granella proveniente dai diversi areali hafatto registrare valori della micotossina deossivalenolo (DON) superiore ailimiti di legge , evidenziando livelli di poco superiori alla soglia dirilevabilità dei metodi e comunque, sempre in linea se non inferiori con quantoritrovato in convenzionale.

 

Per il frumento tenero tra le varietà di migliorequalità (FF e FPS) si è evidenziata la buona produttività associata ad un buonpeso ettolitrico di Blasco e Nomade. Tra i panificabili si possono segnalare ,per buone e stabili produzioni nei diversi anni le varietà Isengrain eAubusson, caratterizzate come tutte le altre di questa classe qualitativa dapesi elettrolitici medi. Tra i frumenti da biscotto, elevati e stabili livelliproduttivi vengono confermati dalla varietà Craklin, associati però ad un pesoettolitrico sempre basso. Le produzioni medie delle tre classi qualitativeconsiderate sono risultate molto simili tra loro. Nel complesso dellasperimentazione si evidenzia che le cultivar di più recente costituzione ben siadattano al biologico mostrando una netta superiorità produttiva rispetto allecostituzioni più datate e raggiungendo rese simili al convenzionale, spessoassociate a buoni livelli qualitativi quando vengano usate tecniche colturaliin grado di rendere disponibile l’azoto nelle fasi più critiche.
Le condizioni climatiche degli anni di prova non hanno favorito lo sviluppo dimalattie in forma epidemica L’oidio è stato rilevato in maniera moltocontenuta. La ruggine gialla è stata rilevata occasionalmente e con intensitàdi infezione piuttosto basse su alcune varietà di frumento duro nel solo campodi Campobasso e di S.Giuletta per il frumento tenero. Attacchi di ruggine brunasul duro sono stati registrati soprattutto al Sud. La fusariosi della spiga èstata segnalata sporadicamente su alcune varietà di frumento duro e tenero. Lapatologia che è risultata più diffusa e aggressiva è stata quella che vieneindicata come il “complesso della septoriosi” a cui tutte le varietà sonorisultate suscettibili avendo fatto registrare intensità di infezione fino al70-80%. Va segnalata anche la crescente diffusione di Helminthosporiumtritici-repentis.
I risultati del monitoraggio sul seme hanno evidenziato livelli di infezione daspecie di Fusarium complessivamentebassi, in accordo con i bassi livelli di DON registrati. Da segnalare comunquel’aumentata incidenza di F. poae.

 

Pubblicazioni: 

PERENZINM., BANFI R., BOSSI
S., EVARISTI F., BOGGINI G., CARAMANICO R., MASSERANI V.,MAZZUCCHI L., EMPILLI S., CORBELLINI M.,
2007. Conferme e novità interessantiper il grano tenero in biologico. Risultati del 5°anno di prove
nazionali sui teneribiologici. L’Informatore Agrario, 63, (36): 53-56.
QUARANTA F., BELOCCHI A,
D’EGIDIO M. G., FORNARA M., MAZZON V., MELLONI S.,DESIDERIO E., 2007 - Rese e qualità del grano duro
in coltivazione biologica:risultati del quinto anno di sperimentazione nazionale. L’Informatore
agrario,63 (36): 58-61.

IORI A., L’AURORA A.,MATERE
A., SERENI L., CASINI F., PASQUINI M.,2007: Infezioni fungine sottocontrollo sui frumenti bio 2007.
L’Informatore Agrario, 63 (45): 73-75.

SANTORI
A., CONCA G., INFANTINO A., 2007. Qualitàfitosanitaria ottima per le sementi biologiche.
L’Informatore Agrario, 63(47):64-65.

QUARANTA F., MELLONI S., 2007 – Il frumento duro:prove
varietali. Bioagricoltura, 17, 107: 27-30.

Tecniche:

Recensioni: 
Info varie: 

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