Determinanti di qualità in agricoltura biologica

Coordinatore: 
Partecipanti al progetto: 
Ente finanziatore: 
Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MiPAAF)
Data inizio: 
01/01/1998
Data fine: 
31/12/2003


La ricerca si pone la
finalità di esaminare campioni di ortofrutta e di cereali, provenienti da
aziende sia biologiche che convenzionali, e di valutarne lo stato
igienico-sanitario in termini di contaminazione fungina e di residui di
prodotti fitosanitari. Nell’ipotesi che a tecniche agronomiche differenti possa
corrispondere una presenza diversificata, quantitativamente e qualitativamente,
dei patogeni fungini sul prodotto finito ed una differente presenza di residui
di fitofarmaci, ci si pone l’obiettivo di valutare l’eventuale maggior rischio
per la salute umana connesso all’utilizzo di una delle due tecniche produttive.
Con tale ricerca potranno essere fornite a consumatori e  produttori informazioni utili sulla salubrità
degli alimenti in modo che possano essere operate scelte consapevoli e responsabili.

Durante
un triennio di attività sono state condotte indagini di laboratorio volte a
valutare lo stato igienico-sanitario di prodotti ottenuti da aziende biologiche
in confronto a prodotti provenienti da aziende convenzionali per verificare se le
due tecniche produttive potessero comportare un differente grado di
contaminazione fungina e una differente presenza di specie tossigene nonché
problemi residuali di agrofarmaci. Le analisi sono state condotte su prodotti
ortofrutticoli (pomodori, mele, pere, arance, pesche, susine), su granella di frumento tenero e duro e di
farro e su alcuni trasformati (farina integrale, pane, semola e pasta). Le
analisi micologiche sono consistite nella valutazione quali-quantitativa dei
patogeni fungini con particolare attenzione alla presenza di specie tossigene,
responsabili della produzione di micotossine. Le analisi chimiche sono
consistite nella rilevazione dell’entità dei residui dei prodotti fiitosanitari
utilizzati in campo. La grande mole di dati raccolti non ha messo in luce
differenze statisticamente significative tra le due tipologie di campioni
analizzati. Il grado di contaminazione fungina e la presenza dei principali
funghi produttori di micotossine, infatti, non è risultata diversa tra le due
tipologie di campioni analizzati. Le analisi dei residui dei prodotti
fitosanitari impiegati hanno evidenziato livelli residuali sempre al di sotto
dei limiti legali. Non sono stati evidenziati, pertanto, problemi di sicurezza
alimentare sui campioni esaminati né è emerso un maggiore rischio alimentare
ascrivibile a una delle due tecniche produttiva a confronto. Pur non essendo
state rilevate differenze tra le due tipologie di prodotti, non va però
trascurata l’importanza del minore impatto ambientale correlato all’impiego del
metodo di produzione biologico.


A. La Torre, A. Leandri, 2002. Contaminazione fungina da produzioni convenzionali e biologiche. Rapporto sul progetto finalizzato MiPAF “Determinanti di qualità dei prodotti dell’Agricoltura Biologica”; 11-150.

 

 

 

A. La Torre, D. Lolletti, G. Imbroglini, 2004. Stato sanitario di granella di frumento tenero e duro, di farro e di alcuni loro trasformati ottenuti da produzioni convenzionali e biologiche. Informatore fitopatologico – La difesa delle piante, 9: 7-19.

 

 

 

A. La Torre, A. Leandri, D. Lolletti, 2005. Contaminazione fungina e residui di fitofarmaci su prodotti frutticoli biologici e convenzionali. Rivista di Frutticoltura, 5: 37- 43.

 

 

 

A. La Torre, A. Leandri & D. Lolletti, 2005. Comparison of health status between organic and conventional products. Comm. Appl. Biol. Sci. Ghent University, 70 (3): 351-363.





La ricerca si pone la
finalità di esaminare campioni di ortofrutta e di cereali, provenienti da
aziende sia biologiche che convenzionali, e di valutarne lo stato
igienico-sanitario in termini di contaminazione fungina e di residui di
prodotti fitosanitari. Nell’ipotesi che a tecniche agronomiche differenti possa
corrispondere una presenza diversificata, quantitativamente e qualitativamente,
dei patogeni fungini sul prodotto finito ed una differente presenza di residui
di fitofarmaci, ci si pone l’obiettivo di valutare l’eventuale maggior rischio
per la salute umana connesso all’utilizzo di una delle due tecniche produttive.
Con tale ricerca potranno essere fornite a consumatori e  produttori informazioni utili sulla salubrità
degli alimenti in modo che possano essere operate scelte consapevoli e responsabili.

Durante
un triennio di attività sono state condotte indagini di laboratorio volte a
valutare lo stato igienico-sanitario di prodotti ottenuti da aziende biologiche
in confronto a prodotti provenienti da aziende convenzionali per verificare se le
due tecniche produttive potessero comportare un differente grado di
contaminazione fungina e una differente presenza di specie tossigene nonché
problemi residuali di agrofarmaci. Le analisi sono state condotte su prodotti
ortofrutticoli (pomodori, mele, pere, arance, pesche, susine), su granella di frumento tenero e duro e di
farro e su alcuni trasformati (farina integrale, pane, semola e pasta). Le
analisi micologiche sono consistite nella valutazione quali-quantitativa dei
patogeni fungini con particolare attenzione alla presenza di specie tossigene,
responsabili della produzione di micotossine. Le analisi chimiche sono
consistite nella rilevazione dell’entità dei residui dei prodotti fiitosanitari
utilizzati in campo. La grande mole di dati raccolti non ha messo in luce
differenze statisticamente significative tra le due tipologie di campioni
analizzati. Il grado di contaminazione fungina e la presenza dei principali
funghi produttori di micotossine, infatti, non è risultata diversa tra le due
tipologie di campioni analizzati. Le analisi dei residui dei prodotti
fitosanitari impiegati hanno evidenziato livelli residuali sempre al di sotto
dei limiti legali. Non sono stati evidenziati, pertanto, problemi di sicurezza
alimentare sui campioni esaminati né è emerso un maggiore rischio alimentare
ascrivibile a una delle due tecniche produttiva a confronto. Pur non essendo
state rilevate differenze tra le due tipologie di prodotti, non va però
trascurata l’importanza del minore impatto ambientale correlato all’impiego del
metodo di produzione biologico.
Pubblicazioni: 


A. La Torre, A. Leandri, 2002. Contaminazione fungina da produzioni convenzionali e biologiche. Rapporto sul progetto finalizzato MiPAF “Determinanti di qualità dei prodotti dell’Agricoltura Biologica”; 11-150.

 

A. La Torre, D. Lolletti, G. Imbroglini, 2004. Stato sanitario di granella di frumento tenero e duro, di farro e di alcuni loro trasformati ottenuti da produzioni convenzionali e biologiche. Informatore fitopatologico – La difesa delle piante, 9: 7-19.

 

A. La Torre, A. Leandri, D. Lolletti, 2005. Contaminazione fungina e residui di fitofarmaci su prodotti frutticoli biologici e convenzionali. Rivista di Frutticoltura, 5: 37- 43.

 

A. La Torre, A. Leandri & D. Lolletti, 2005. Comparison of health status between organic and conventional products. Comm. Appl. Biol. Sci. Ghent University, 70 (3): 351-363.

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Recensioni: 
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