La zootecnia biologica in Italia: situazione attuale e prospettive (ZOOTBIOL)

Coordinatore: 
Partecipanti al progetto: 
Ente finanziatore: 
MiPAAF
Data inizio: 
01/01/2002
Data fine: 
31/12/2004


Analizzare gli aspetti tecnici ed economici
dell’allevamento animale biologico in Italia e delle condizioni di mercato per
le relative produzioni, con particolare riferimento alle specie bovina e suina.


Nel mondo biologico italiano le aziende dedite
all'allevamento biologico sono ancora relativamente poche ma rappresentano il
comparto più dinamico e interessante sotto il profilo del potenziale di
crescita. Al pari di altri prodotti biologici, anche le produzioni zootecniche
stanno registrando un crescente interesse da parte dei consumatori uscendo cosi
dall’immagine legata a un mercato di nicchia. Peraltro si osserva ancora una
limitata esperienza nel settore e una marginale conoscenza dei suoi bisogni.

 

Grazie alla collaborazione tra quattro istituti di
ricerca (INEA, ISZ, ISNP e CRPA), con questo lavoro si è cercato di verificare
gli elementi di forza e le problematiche delle imprese agro-zootecniche
operanti secondo le norme biologiche, con riferimento alle tipologie di
allevamento bovino e suino maggiormente significative per la realtà agricola
italiana. È stata analizzata criticamente la produzione normativa comunitaria,
nazionale e regionale in tema di zootecnia biologica al fine di evidenziare i
vincoli e le opportunità per gli operatori del biologico e per gli imprenditori
potenzialmente interessati alla conversione.

 

Le aziende biologiche con allevamento si
distinguono in misura significativa da quelle convenzionali, in particolare per
quanto riguarda l’adozione di sistemi di allevamento più estensivi e adatti ad
ambienti pedoclimatici difficili e per la stretta connessione tra attività
zootecniche e coltivazioni aziendali che consente un uso più sostenibile delle
risorse naturali. Sebbene in presenza di rese produttive inferiori, l'azienda
biologica in ambienti marginali sembra in grado di remunerare meglio i fattori
produttivi impiegati - primo fra tutti il lavoro - grazie a un maggiore
contenimento dei costi di produzione.

Lo sviluppo della zootecnia biologica nel
prossimi anni appare legato alla definizione di specifiche strategie che
consentano di superare i problemi sinora emersi sia dal punto di vista
tecnico-strutturale che economico. I vincoli di natura tecnica stabiliti dalla
normativa vigente diventeranno sempre più stringenti quando non saranno più in
vigore le attuali deroghe che consentono agli allevatori di trasformare il
proprio sistema produttivo con gradualità. La redditività dell’attività
zootecnica biologica dipende in larga misura dal prezzo e dalla capacità del
mercato di assorbire le produzioni aziendali come prodotti biologici. La
domanda risulta ancora limitata e, soprattutto per la carne bovina, sconta la
mancanza di una specifica e puntuale campagna di informazione del consumatore.


Andrea Povellato (a cura di) La zootecnica
biologica bovina e suina italiana. Tecniche e mercato
, Collana Studi e
Ricerche INEA, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, 2005.

 

Alfonso Scardera, Stefano Trione, Lavoro e
capitale più remunerati con l’allevamento biologico,
L’Informatore Agrario
n. 35/2003.

 

Andrea Povellato, Manuel Beninca', Davide
Bortolozzo, La zootecnia biologica in Italia può essere un’opportunità,
L’Informatore Agrario n. 33/2003.

 

Scossa A., Tripaldi C. (2005). Allevamenti
strettamente dipendenti dalle deroghe. A.Z.Bio,
5, (3), 16-21.

 

Federica Saltalamacchia, Federico Vincenti, Carmela
Tripaldi, Giacinto Della Casa, L’allevamento del suino con metodo di produzione
biologico: razze, alimentazione, aspetti sanitari e tipologie di stabulazione, Suinicoltura, 11/2004.

 

Paolo Rossi, Alessandro Gastaldo, Per il benessere dell’animale, Il
Divulgatore n. 3/2004.

 

 

 

Sito del progetto:  http://www.inea.it/zoobio_ita/index.cfm


Analizzare gli aspetti tecnici ed economici
dell’allevamento animale biologico in Italia e delle condizioni di mercato per
le relative produzioni, con particolare riferimento alle specie bovina e suina.


Nel mondo biologico italiano le aziende dedite
all'allevamento biologico sono ancora relativamente poche ma rappresentano il
comparto più dinamico e interessante sotto il profilo del potenziale di
crescita. Al pari di altri prodotti biologici, anche le produzioni zootecniche
stanno registrando un crescente interesse da parte dei consumatori uscendo cosi
dall’immagine legata a un mercato di nicchia. Peraltro si osserva ancora una
limitata esperienza nel settore e una marginale conoscenza dei suoi bisogni.

 

Grazie alla collaborazione tra quattro istituti di
ricerca (INEA, ISZ, ISNP e CRPA), con questo lavoro si è cercato di verificare
gli elementi di forza e le problematiche delle imprese agro-zootecniche
operanti secondo le norme biologiche, con riferimento alle tipologie di
allevamento bovino e suino maggiormente significative per la realtà agricola
italiana. È stata analizzata criticamente la produzione normativa comunitaria,
nazionale e regionale in tema di zootecnia biologica al fine di evidenziare i
vincoli e le opportunità per gli operatori del biologico e per gli imprenditori
potenzialmente interessati alla conversione.

 

Le aziende biologiche con allevamento si
distinguono in misura significativa da quelle convenzionali, in particolare per
quanto riguarda l’adozione di sistemi di allevamento più estensivi e adatti ad
ambienti pedoclimatici difficili e per la stretta connessione tra attività
zootecniche e coltivazioni aziendali che consente un uso più sostenibile delle
risorse naturali. Sebbene in presenza di rese produttive inferiori, l'azienda
biologica in ambienti marginali sembra in grado di remunerare meglio i fattori
produttivi impiegati - primo fra tutti il lavoro - grazie a un maggiore
contenimento dei costi di produzione.

Lo sviluppo della zootecnia biologica nel
prossimi anni appare legato alla definizione di specifiche strategie che
consentano di superare i problemi sinora emersi sia dal punto di vista
tecnico-strutturale che economico. I vincoli di natura tecnica stabiliti dalla
normativa vigente diventeranno sempre più stringenti quando non saranno più in
vigore le attuali deroghe che consentono agli allevatori di trasformare il
proprio sistema produttivo con gradualità. La redditività dell’attività
zootecnica biologica dipende in larga misura dal prezzo e dalla capacità del
mercato di assorbire le produzioni aziendali come prodotti biologici. La
domanda risulta ancora limitata e, soprattutto per la carne bovina, sconta la
mancanza di una specifica e puntuale campagna di informazione del consumatore.
Pubblicazioni: 


Andrea Povellato (a cura di) La zootecnica
biologica bovina e suina italiana. Tecniche e mercato
, Collana Studi e
Ricerche INEA, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, 2005.

Alfonso Scardera, Stefano Trione, Lavoro e
capitale più remunerati con l’allevamento biologico,
L’Informatore Agrario
n. 35/2003.

Andrea Povellato, Manuel Beninca', Davide
Bortolozzo, La zootecnia biologica in Italia può essere un’opportunità,
L’Informatore Agrario n. 33/2003.

Scossa A., Tripaldi C. (2005). Allevamenti
strettamente dipendenti dalle deroghe. A.Z.Bio,
5, (3), 16-21.

Federica Saltalamacchia, Federico Vincenti, Carmela
Tripaldi, Giacinto Della Casa, L’allevamento del suino con metodo di produzione
biologico: razze, alimentazione, aspetti sanitari e tipologie di stabulazione, Suinicoltura, 11/2004.

Paolo Rossi, Alessandro Gastaldo, Per il benessere dell’animale, Il
Divulgatore n. 3/2004.

 

Sito del progetto:  http://www.inea.it/zoobio_ita/index.cfm

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