Leguminose foraggere raffinate come fonti locali di alimenti proteici per i monogastrici e di alimenti fibrosi per i ruminanti nelle produzioni biologiche. - ProRefine

Coordinatore: 
Ente finanziatore: 
Mipaaf/Commissione europea
Data inizio: 
01/05/2018
Data fine: 
30/04/2021

Obiettivi generali

Il progetto proposto mira al miglioramento della produzione locale di alimenti proteici in agricoltura biologica, in particolare per i monogastrici, in diverse regioni in Europa e in Turchia, attraverso una migliore gestione e trattamento del foraggio.

Gli obiettivi principali sono così definiti:

-         Generare nuove conoscenze su come ripartire le colture di foraggio di leguminose in frazioni con diversa composizione chimica e in particolare in frazioni ad alto valore proteico idonee per l’alimentazione dei monogastrici e altra ricche di fibra, adatte ai ruminanti.

-         Valutare il valore alimentare di tali frazioni derivate da essenze leguminose per l’alimentazione di monogastrici e ruminanti, rispettivamente.

-         Prevedere la produzione di proteine da leguminose foraggere attraverso lo sviluppo di modelli matematici.

-         Sviluppare concetti di sistemi alimentari locali basati sul frazionamento delle leguminose foraggere e valutarne la sostenibilità economica, ambientale e sociale per diverse regioni in Europa e in Turchia.

-         Esplorare l'atteggiamento degli agricoltori verso l'autosufficienza e la cooperazione nei sistemi alimentari locali.

Diffondere, con un approccio partecipativo, processi di coltivazione e alimentazione innovativi e a livello locale, compresa una valutazione della sostenibilità dei sistemi alimentari locali.

 

Breve descrizione del progetto

Nell’ambito del progetto l’Istituto di Zootecnica svolgerà principalmente il ruolo di leader del Work package 5 “Valutazione degli alimenti e alimentazione animale”. In tale ambito verranno effettuate le valutazioni di tipo nutrizionale sulle frazioni ottenute nel corso delle prove agronomiche. In particolare verranno svolte le analisi di composizione chimica e di digeribilità mediante test in vitro.

Verrà inoltre condotta una prova di alimentazione su bovine da latte per valutare le possibilità di impiego dei residui della estrazione delle frazioni più proteiche, nell’ottica di un pieno utilizzo dell’intera produzione foraggera.

L’unità operativa UCATT svolgerà inoltre attività in collaborazione con i partner di progetto nell’ambito dei WP2 Disseminazione e coinvolgimento dell’industria, WP3 Previsione della produzione di proteine da leguminose foraggere, WP4 Miglioramento delle colture di leguminose foraggere, WP6 Verifica della sostenibilità di sistemi alimentari locali e della propensione degli allevatori verso l’auto-sufficienza.

 

Risultati attesi (descrizione, divulgabilità, applicazioni)

Le ricadute e i benefici previsti dalle attività di progetto sono potenzialmente molteplici e di rilevante importanza.

Con particolare riferimento alle attività previste nei WP in cui UCATT è maggiormente coinvolta, la messa a punto di sistemi efficienti per il frazionamento selettivo del foraggio di leguminose, considerato che la coltivazione della erba medica occupa in Italia una superficie pari a 750 000 ha che producono 22 milioni di tonnellate di foraggio (dati Istat al 2010), offre potenzialità enormi per la produzione di alimenti ad alto titolo proteico da destinare all’alimentazione dei monogastrici potendo ridurre, se non abolire in certe circostanze, la dipendenza dalla soia.

Le tecnologie sviluppate nel progetto di ricerca è previsto che forniscano un notevole input tecnologico che potrà essere utilizzato sia da singoli allevatori con soluzioni personalizzate sia da industrie di diverse dimensioni per la produzione di macchinari e soluzioni originali.

La possibilità di frazionare e quindi valorizzare al meglio le diverse componenti vegetali può aprire inoltre la strada a produzioni biologiche ulteriormente tipicizzate per le caratteristiche degli alimenti impiegati, sulla falsariga ad esempio del “Latte-fieno”, recentemente riconosciuto come Specialità Tradizionale Garantita (Regolamento UE 2016/304 della Commissione, 2/3/2016).

Da non sottovalutare le ricadute in termini ambientali della sostituzione di concentrati proteici con leguminose foraggere, considerato la rilevante carbon footprint della produzione di granella di soia, soprattutto da Paesi extra-europei e all’opposto le notevoli e positive ripercussioni in termini sia di emissioni che di fertilità del suolo collegate alla coltivazione delle leguminose foraggere.

Saranno inoltre importanti i risultati degli studi socio-economici previsti dal progetto per individuare gli immancabili punti critici collegati all’adozione di modelli produttivi che prevedono allevamenti multispecie entro la medesima azienda, situazione peraltro già oggi non rara in zootecnia biologica, oppure forme di stretta cooperazione tra aziende limitrofe con diversa specializzazione produttiva (monogastrici e ruminanti). Tali risultati potranno essere di notevole utilità per gli enti pubblici al fine di definire strumenti di politica agricola volti a incentivare tali forme di produzioni agricole.

 

Trasferibilità e potenziali fruitori dei risultati

L’attività di divulgazione e disseminazione dei risultati sarà coordinata dall’unità SLU, ma coinvolgerà tutti i partner di progetto. L’ipotesi di base è che un approccio partecipativo con attività regionali coordinate può garantire un alto valore transnazionale e un'attuazione efficiente di soluzioni di successo a livello regionale.

Scopi delle attività previste:

• Supportare lo sviluppo tecnico e concettuale e la valutazione dei sistemi alimentari locali basati sul frazionamento del leguminose foraggere attraverso un approccio multidisciplinare (che include l'agronomia, la tecnologia, la sostenibilità) e partecipativo.

• Diffusione di risultati di interesse per agricoltori, servizi di consulenza, industria e funzionari governativi.

• Generare conoscenze che possono essere applicate a livello regionale in base alle differenze di clima, struttura agricola e aspetti sociali utilizzando attività regionali coordinate in un progetto comune.

Le attività previste possono essere così riassunte:

Incontri con le parti interessate (portatori di interesse / stakeholder). Stabilire gruppi di portatori di interesse in ciascuna regione (uno per Paese partecipante) che includano funzionari governativi (a diversi livelli), agricoltori, rappresentanti del settore agro-alimentare, rappresentanti delle associazioni di categoria e degli operatori del settore biologico, operatori nei servizi di consulenza al settore agro-alimentare.

Sviluppo di questionari (comuni per tutti i Paesi) per le riunioni annuali dei gruppi di portatori di interesse, per riassumere le loro opinioni su diversi argomenti di progetto. Il contenuto dei questionari verrà adattato per ogni riunione, durante il progredire del progetto.

L’attività è così pianificata:

-        Primo anno: Introduzione al progetto, raccolta di idee degli stakeholder sul design sperimentale per adattarsi il più possibile alle condizioni regionali e identificare potenziali problemi per quanto riguarda i sistemi di alimentazione locali.

-        Secondo anno: dimostrazione di macchinari e tecniche, aggiornamento dei progressi, feedback, condivisione di informazioni dai Paesi partecipanti.

-        Terzo anno: organizzazione di una giornata dimostrativa in campo e incontro con gli stakeholder per verificare e definire le sfide future, eventuali ostacoli e problemi insorti, le modalità di partecipazione e divulgazione. La giornata dimostrativa avrà come oggetto una dimostrazione sul campo, presentazione dei risultati generali e regionali, valutazione della sostenibilità e presentazione dei rapporti di feedback delle parti interessate.

Un rapporto di feedback riassuntivo delle parti interessate sarà tradotto in diverse lingue.