Studio sperimentale delle possibili incidenze indesiderate nella filiera produttiva dell’attività apistica biologica, in una prospettiva di miglioramento della produzione, certificazione, qualità e tracciabilità dei prodotti.

Ente finanziatore: 
Ministero della Salute
Data inizio: 
01/01/2004
Data fine: 
31/12/2007


• Evidenziare la natura, la provenienza, la diversità merceologica ed ogni altro aspetto delle diverse componenti della filiera produttiva.
• Caratterizzare con approfondite analisi di laboratorio le diverse matrici campionate con lo scopo di mettere in evidenza l’eventuale presenza di residui di trattamenti farmacologici “antichi” e di contaminanti ambientali, ed effettuare la valutazione del rischio ad esse correlato.
• Classificare i siti più idonei alla collocazione delle arnie in un’ottica di soddisfacimento dei requisiti delle produzioni biologiche.
• Valutare, tramite gli esami di laboratorio, l’incidenza del contributo delle singole componenti analizzate all’intera filiera produttiva.
• Contribuire all’accertamento della possibilità di utilizzo di nuovi e più completi criteri produttivi, finalizzati alla definizione di una reale tracciabilità di questa particolarissima filiera.
• Migliorare la puntuale definizione delle linee guida di produzione biologica dei prodotti dell’alveare.
• Trasferire i risultati di conoscenza ed approfondimento ottenuti al mondo della produzione e della certiflcazione, rendendo quindi un servizio alla trasparenza, rintracciabilità, e salubrità che tanta importanza assumono agli occhi del consumatore “biologico”.



La ricerca è stata indirizzata all’approfondimento dell'attivazione
di strategie di tutela della tipicità dei mieli attraverso l’applicazione di
sistemi di certificazione, qualità, tracciabilità dei prodotti in una strategia
di miglioramento della produzione.

 

Sono state analizzate le tematiche della
tracciabilità e rintracciabilità della produzione del miele in azienda mediante
la descrizione di precisi punti di riferimento documentali aziendali.

 

I punti di riferimento documentali aziendali
vengono arricchiti da informazioni derivanti dallo studio diretto di campioni
di miele.

 

Tra queste attività, nella certificazione del
miele, è stata approfondita l’applicazione dell’analisi melissopalinologica,
che può sicuramente rappresentare un valido strumento di conferma per una
incisiva valorizzazione e tutela di un importante prodotto alimentare quale il
miele, e l’utilità della attivazione di una palinoteca.

 

Unitamente alla analisi melissopalinologica e
organolettica per contribuire alla definizione della certificazione, qualità,
tracciabilità del miele risulta utile anche l’applicazione di marcatori
chimici.

 

Sono state inoltre indagate le incidenze
indesiderate relative alla contaminazione ambientale che possono riscontrarsi
nella filiera produttiva del miele. Si ritiene che le ricerche in questo
ambito, soprattutto con l’utilizzo dell’ape come indicatore biologico, possano
fornire un contributo importante nelle valutazioni e nei processi decisionali
relativi alle aree a rischio, in particolare sotto il profilo sanitario

 

La definizione e la garanzia della tipicità devono
costituire una importante fase di consapevolezza nello stesso apicoltore,
suggerendogli una diversificazione del prodotto che vada a soddisfare le
diverse richieste commerciali, contemporaneamente rappresentando un proficuo
valore aggiunto a vantaggio del produttore stesso; deve costituire infine anche
per il consumatore moderno un ulteriore elemento di scelta di un prodotto
apprezzabile in diverse varietà, ciascuna con le proprie caratteristiche e virtù.




• Evidenziare la natura, la provenienza, la diversità merceologica ed ogni altro aspetto delle diverse componenti della filiera produttiva.
• Caratterizzare con approfondite analisi di laboratorio le diverse matrici campionate con lo scopo di mettere in evidenza l’eventuale presenza di residui di trattamenti farmacologici “antichi” e di contaminanti ambientali, ed effettuare la valutazione del rischio ad esse correlato.
• Classificare i siti più idonei alla collocazione delle arnie in un’ottica di soddisfacimento dei requisiti delle produzioni biologiche.
• Valutare, tramite gli esami di laboratorio, l’incidenza del contributo delle singole componenti analizzate all’intera filiera produttiva.
• Contribuire all’accertamento della possibilità di utilizzo di nuovi e più completi criteri produttivi, finalizzati alla definizione di una reale tracciabilità di questa particolarissima filiera.
• Migliorare la puntuale definizione delle linee guida di produzione biologica dei prodotti dell’alveare.
• Trasferire i risultati di conoscenza ed approfondimento ottenuti al mondo della produzione e della certiflcazione, rendendo quindi un servizio alla trasparenza, rintracciabilità, e salubrità che tanta importanza assumono agli occhi del consumatore “biologico”.


La ricerca è stata indirizzata all’approfondimento dell'attivazione
di strategie di tutela della tipicità dei mieli attraverso l’applicazione di
sistemi di certificazione, qualità, tracciabilità dei prodotti in una strategia
di miglioramento della produzione.

 

Sono state analizzate le tematiche della
tracciabilità e rintracciabilità della produzione del miele in azienda mediante
la descrizione di precisi punti di riferimento documentali aziendali.

 

I punti di riferimento documentali aziendali
vengono arricchiti da informazioni derivanti dallo studio diretto di campioni
di miele.

 

Tra queste attività, nella certificazione del
miele, è stata approfondita l’applicazione dell’analisi melissopalinologica,
che può sicuramente rappresentare un valido strumento di conferma per una
incisiva valorizzazione e tutela di un importante prodotto alimentare quale il
miele, e l’utilità della attivazione di una palinoteca.

 

Unitamente alla analisi melissopalinologica e
organolettica per contribuire alla definizione della certificazione, qualità,
tracciabilità del miele risulta utile anche l’applicazione di marcatori
chimici.

 

Sono state inoltre indagate le incidenze
indesiderate relative alla contaminazione ambientale che possono riscontrarsi
nella filiera produttiva del miele. Si ritiene che le ricerche in questo
ambito, soprattutto con l’utilizzo dell’ape come indicatore biologico, possano
fornire un contributo importante nelle valutazioni e nei processi decisionali
relativi alle aree a rischio, in particolare sotto il profilo sanitario

 

La definizione e la garanzia della tipicità devono
costituire una importante fase di consapevolezza nello stesso apicoltore,
suggerendogli una diversificazione del prodotto che vada a soddisfare le
diverse richieste commerciali, contemporaneamente rappresentando un proficuo
valore aggiunto a vantaggio del produttore stesso; deve costituire infine anche
per il consumatore moderno un ulteriore elemento di scelta di un prodotto
apprezzabile in diverse varietà, ciascuna con le proprie caratteristiche e virtù.

Pubblicazioni: 

Tecniche:

Recensioni: 
Info varie: 

<br />