Studio sulla possibilità di impiego dei prodotti naturali per la difesa delle colture agrarie.

Coordinatore: 
Partecipanti al progetto: 
Ente finanziatore: 
Regione Lazio
Data inizio: 
01/01/1998
Data fine: 
31/12/2000

Il lavoro è stato effettuato per valutare l’efficacia antifungina e le modalità più opportune di utilizzazione di alcuni prodotti di origine naturale (zolfo, bicarbonato di sodio, sia da solo che in miscela con pinolene, con olio di paraffina o con zolfo, silicato di sodio in miscela con olio di paraffina, permanganato di potassio, equiseto, timo e olio bianco,  lecitina, Ampelomyces quisqualis e Reynoutria sachalinensis (Milsana), nei confronti di Sphaerotheca fuliginea (Schlecht) Salmon, agente dell’oidio delle cucurbitacee, su colture di zucchino in pieno campo. E’ stata anche condotta una prova su pomodoro da mensa in pieno campo per saggiare  l’efficacia di prodotti di origine naturale o a basso dosaggio di rame nei confronti di Phytophthora infestans (Mont.) de Bary, agente causale della peronospora del pomodoro.

Le prove sono state allestite presso due aziende agricole situate in condizioni pedoclimatiche simili: una a conduzione biologica e l’altra a conduzione tradizionale. In tal modo, i prodotti naturali in esame sono stati studiati anche in relazione ad un prodotto di sintesi. Ciò non allo scopo di valutare l’efficacia, prevedibilmente maggiore, del fitofarmaco di sintesi ma nel tentativo di esaminare i vantaggi e gli svantaggi correlati ai due tipi di agricoltura nonché il grado di contenimento del patogeno, esplicato dal prodotto di sintesi. Al fine di una corretta valutazione dei prodotti naturali, infatti, deve essere tenuta in debita considerazione anche l’eventualità di una efficacia solo parziale esplicata dal fitofarmaco di sintesi a seguito di una elevata pressione del patogeno. Inoltre, il testimone posto nell’azienda tradizionale costituisce un utile riferimento che consente di conoscere il grado di attacco del patogeno in assenza di trattamenti specifici. Tale testimone, collocato nella medesima situazione pedoclimatica dell’azienda biologica, permette di valutare, se raffrontato al testimone posto nell’azienda biologica, gli effetti attribuibili esclusivamente alle tecniche agronomiche di difesa, proprie del metodo di produzione biologico. La necessità di effettuare la sperimentazione presso aziende biologiche nasce dall’esigenza di eseguire tutte le pratiche proprie di tale metodo di produzione, inquadrando gli interventi di difesa diretti nell’ambito di una gestione complessiva della produzione. Nelle prove effettuate sullo zucchino soltanto alcuni dei prodotti saggiati si sono dimostrati efficaci, nelle condizioni operative in cui si è svolta la prova, caratterizzate da elevata pressione del patogeno. In particolare, lo zolfo da solo o associato al bicarbonato di sodio ha evidenziato un’efficace azione di contenimento della malattia. Altri prodotti quali la lecitina e il silicato di sodio associato ad olio di paraffina hanno mostrato una certa efficacia d’azione, seppur modesta. Nel corso del II anno di prove non è stata confermata l’efficacia del permanganato di potassio e del bicarbonato di sodio alla dose di 500g/hl che, seppur molto modesta, era stata registrata nel corso del I anno di attività. Le prove allestite su pomodoro, non hanno consentito l’effettuazione dei rilievi per la valutazione dell’efficacia terapeutica dei prodotti oggetto d’indagine, a causa della mancata comparsa del patogeno fungino. Non è stato possibile procedere ad inoculazione artificiale nel timore di disequilibrare i rapporti biotici presenti nell’azienda biologica con possibili ripercussioni negative nel tempo.
A. La Torre, V. Pompi, G. Cozzolino, G. Imbroglini, 1999. Impiego di prodotti naturali per la difesa delle colture, L’Informatore Agrario 37: 75-77

La Torre, V. Pompi, G. Cozzolino, A. Severoni, 2001. Lotta all’oidio dello zucchino con prodotti naturali. L’informatore Agrario 17: 77-81

Il lavoro è stato effettuato per valutare
l’efficacia antifungina e le modalità più opportune di utilizzazione di alcuni
prodotti di origine naturale (zolfo, bicarbonato di sodio, sia da solo che in
miscela con pinolene, con olio di paraffina o con zolfo, silicato di sodio in
miscela con olio di paraffina, permanganato di potassio, equiseto, timo e olio
bianco,  lecitina, Ampelomyces quisqualis e Reynoutria
sachalinensis
(Milsana), nei confronti di Sphaerotheca fuliginea (Schlecht) Salmon, agente dell’oidio delle
cucurbitacee, su colture di zucchino in pieno campo. E’ stata anche condotta
una prova su pomodoro da mensa in pieno campo per saggiare
 l’efficacia di
prodotti di origine naturale o a basso dosaggio di rame nei confronti di Phytophthora infestans (Mont.) de Bary, agente causale della peronospora
del pomodoro.


Le prove sono state allestite presso due aziende agricole situate in
condizioni pedoclimatiche simili: una a conduzione biologica e l’altra a
conduzione tradizionale. In tal modo, i prodotti naturali in esame sono stati
studiati anche in relazione ad un prodotto di sintesi. Ciò non allo scopo di
valutare l’efficacia, prevedibilmente maggiore, del fitofarmaco di sintesi ma
nel tentativo di esaminare i vantaggi e gli svantaggi correlati ai due tipi di
agricoltura nonché il grado di contenimento del patogeno, esplicato dal
prodotto di sintesi. Al fine di una corretta valutazione dei prodotti naturali,
infatti, deve essere tenuta in debita considerazione anche l’eventualità di una
efficacia solo parziale esplicata dal fitofarmaco di sintesi a seguito di una
elevata pressione del patogeno. Inoltre, il testimone posto nell’azienda
tradizionale costituisce un utile riferimento che consente di conoscere il
grado di attacco del patogeno in assenza di trattamenti specifici. Tale
testimone, collocato nella medesima situazione pedoclimatica dell’azienda
biologica, permette di valutare, se raffrontato al testimone posto nell’azienda
biologica, gli effetti attribuibili esclusivamente alle tecniche agronomiche di
difesa, proprie del
 metodo di produzione biologico. La necessità di
effettuare la sperimentazione presso aziende biologiche nasce dall’esigenza di
eseguire tutte le pratiche proprie di tale metodo di produzione, inquadrando
gli interventi di difesa diretti nell’ambito di una gestione complessiva della
produzione. Nelle prove effettuate sullo zucchino soltanto alcuni dei prodotti
saggiati si sono dimostrati efficaci, nelle condizioni operative in cui si è
svolta la prova, caratterizzate da elevata pressione del patogeno. In
particolare, lo zolfo da solo o associato al bicarbonato di sodio ha
evidenziato un’efficace azione di contenimento della malattia. Altri prodotti
quali la lecitina e il silicato di sodio associato ad olio di paraffina hanno
mostrato una certa efficacia d’azione, seppur modesta. Nel corso del II anno di
prove non è stata confermata l’efficacia del permanganato di potassio e del
bicarbonato di sodio alla dose di 500g/hl che, seppur molto modesta, era stata
registrata nel corso del I anno di attività. Le prove allestite su pomodoro,
non hanno consentito l’effettuazione dei rilievi per la valutazione
dell’efficacia terapeutica dei prodotti oggetto d’indagine, a causa della
mancata comparsa del patogeno fungino. Non è stato possibile procedere ad
inoculazione artificiale nel timore di disequilibrare i rapporti biotici
presenti nell’azienda biologica con possibili ripercussioni negative nel tempo.

Pubblicazioni: 


A. La Torre, V. Pompi, G. Cozzolino, G. Imbroglini, 1999. Impiego di prodotti naturali per la difesa delle colture, L’Informatore Agrario 37: 75-77

La Torre, V. Pompi, G. Cozzolino, A. Severoni, 2001. Lotta all’oidio dello zucchino con prodotti naturali. L’informatore Agrario 17: 77-81

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