“Biologico, la filiera è a prova di crisi”, di Francesco Giardina.

Cresce il biologico in tutta Europa, spinto dai consumatori che chiedono sempre di più prodotti biologici per le loro tavole. E il mondo della produzione risponde: la Germania, in base ai dati registrati al 31 dicembre 2009, sta per raggiungere un milione di ettari a biologico; la Spagna, rispetto all’anno precedente registra un +21% per le superfici e un +17% per gli operatori; la Francia, rispettivamente, +16% e +21%. L’Italia, nel quadro europeo, detiene la leadership per il numero di operatori, superando la Spagna di oltre 20mila unità. Relativamente alle superfici coltivate a bio (eliminando quindi i boschi e i prati), il nostro Paese può ancora vantare il primato delle maggiori superfici biologiche d’Europa. Come ogni anno, Sinab (Sistema di Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica), sulla base dei dati forniti dagli Organismi di Controllo al Mipaaf, fornisce i numeri del settore italiano: al 31 dicembre 2009 sono 48.509 gli operatori biologici, con una riduzione rispetto al 2008 de circa due punti percentuali. Per le superfici, invece, vengono registrati 1.106.684 ettari coltivati a biologico, con una crescita rispetto al 2008 di circa il 10%. Ma è il calo delle aziende agricole a destare qualche preoccupazione. Il ministro Galan, in occasione della presentazione dei dati Sinab ha sottolineato che: “di concerto con le Regioni, anche nell’attuazione dei Piani di sviluppo rurale, bisogna favorire la conversione di nuove aziende verso il biologico e individuare degli strumenti per migliorare la strutturazione delle filiere, di cui il biologico ha fortemente bisogno”.<br><br>“Agrisole”, n. 32 del 27 agosto 2010, p. I “Speciale Sana”.<br><br>