“Il biologico italiano più forte degli ogm”, di Fabrizio Piva.

<div style="text-align: justify;">Il
12 giugno 2007 il Consiglio dei ministri agricoli dell’Unione Europea
ha raggiunto un accordo politico su un nuovo regolamento inerente alle
produzioni biologiche, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2009,
approvando una soglia di contaminazione accidentale e inevitabile da
ogm pari allo 0,9%, la stessa esistente per i prodotti convenzionali.
E’ bastata questa notizia per dare l’immagine di un biologico
improvvisamente contaminato da ogm. Certamente il Consiglio avrebbe
potuto trovare l’accordo su una soglia tecnica dello 0,1%, facendo suo
il voto che il Parlamento europeo espresse lo scorso 29 marzo con una
schiacciante maggioranza a favore dello 0,1%. Nonostante questo, però,
il biologico italiano è assolutamente esente da ogm, così come si
evince dai comunicati stampa di Federbio. Gli organismi di
certificazione aderenti a quest’ultima , che certificano più del 90%
delle produzioni biologiche nazionali, hanno aderito fin dal 2003 al
regolamento tecnico Sincert n. 16 il quale prevede per le produzioni
biologiche una soglia tecnica di contaminazione accidentale al massimo
dello 0,1%, e che i prodotti che superano detta soglia non possano
esser certificati come biologici. Su questo versante non abbiamo capito
quindi la polemica contro il Ministro De Castro che, coerentemente con
quanto emerso in tutte le sedi nazionali, ha perorato anche in
Consiglio dei Ministri europei la posizione italiana della soglia dello
0,1%, pur non riuscendo a formare una minoranza di blocco essendosi
“sfilata” all’ultimo momento la Polonia. Ma la proposta di regolamento
presenta molte altre novità, come la possibilità di disciplinare
l’acquacoltura, la vitivinicoltura, la ristorazione pubblica e privata.
Il logo UE sarà obbligatorio per i prodotti di origine comunitaria,
mentre sarà facoltativo per i prodotti di provenienza extracomunitaria.
In ogni caso sarà obbligatorio indicare il luogo di provenienza delle
materie prime. Potranno essere etichettati come biologici solamente i
prodotti che contengono almeno il 95% di ingredienti biologici sul
totale degli ingredienti di origine agricola. Sul versante
dell’attività di controllo e certificazione viene rafforzato il
concetto di controllo basato sul rischio, allineando l’attività di
vigilanza e sorveglianza pubbliche a quanto disposto nell’UE per il
sistema di controllo vigente per i prodotti agroalimentari e per i
mangimi nel loro complesso. Queste novità possono avere un impatto ben
superiore alla tematica della soglia degli ogm. Proprio per questo è
bene fare attenzione quando si voglia legiferare in Italia su una
soglia di contaminazione più restrittiva rispetto a quella europea: già
nel 2001 abbiamo fatto esperienza di decreti più restrittivi su alcune
condizioni di allevamento che certo non hanno favorito il decollo delle
produzioni animali biologiche.
<br></div><i>Fonte di informazione:</i> “L’Informatore Agrario”, n. 25, 22-28 giugno, pg. 9.