Dopo oltre tre anni di negoziati, nel corso di un trilogo conclusivo, i responsabili politici hanno raggiunto un accordo definitivo sul nuovo regolamento relativo alla produzione e alla commercializzazione del materiale riproduttivo vegetale (PRM). L’associazione IFOAM Organics Europe riconosce i progressi compiuti in diversi ambiti e attende con interesse lo sviluppo della normativa di attuazione del testo.
“La biodiversità è essenziale per rendere i nostri sistemi agricoli più resilienti, e il movimento biologico accoglie con favore il fatto che la nuova legislazione sul PRM garantirà agli agricoltori e ai selezionatori biologici l’accesso a cultivar geneticamente più diversificate”, ha affermato Eric Gall, vicedirettore di IFOAM OE. L’associazione riconosce diversi esiti positivi dei negoziati. In particolare, accoglie con favore il fatto che il materiale eterogeneo biologico (OHM) continui a essere disciplinato dal regolamento sul biologico, i protocolli di registrazione siano adeguati per le varietà biologiche e le norme adattate per la conservazione e le varietà adattate alle condizioni locali. IFOAM OE attende con interesse l’adozione degli atti di esecuzione volti a stabilire protocolli di esame adeguati per ciascuna specie per le varietà biologiche.
Allo stesso tempo, il settore biologico teme che gli scambi di sementi tra agricoltori possano essere limitati dalla nuova legislazione. Esprime preoccupazione per il fatto che le disposizioni relative agli scambi di sementi tra agricoltori potrebbero portare a un’attuazione disomogenea tra gli Stati membri, con alcuni che potrebbero definire rigide restrizioni quantitative e geografiche che ne limiterebbero la fattibilità pratica. L’agrobiodiversità di cui beneficiamo oggi deriva dalle pratiche dinamiche di gestione e selezione messe in atto dagli agricoltori e dalle reti di conservazione. Limitare queste pratiche è in contrasto con l’obiettivo di proteggere l’agrobiodiversità e agli agricoltori dovrebbe essere consentito di accedere a sementi adatte alle loro condizioni locali e alle loro pratiche agricole.
IFOAM OE ha inoltre espresso preoccupazione riguardo all’estensione dei test obbligatori «Value for Sustainable Cultivation and Use» (VSCU) alle patate e alla vite, poiché ciò rischia di ostacolare lo sviluppo di nuove varietà.
Infine, il movimento biologico teme che i progressi giuridici in materia di PRM, che consentono un maggiore miglioramento genetico a favore dell’agrobiodiversità, possano essere vanificati e messi a repentaglio dall’appropriazione esclusiva e abusiva delle risorse fitogenetiche attraverso brevetti sui semi e sulle NGT, e ha invitato i deputati europei a votare in plenaria il 17 giugno a favore degli emendamenti volti a proteggere i selezionatori e gli agricoltori dai brevetti e a salvaguardare il modello europeo di innovazione nel miglioramento genetico.
Fonte: IFOAM OE