Occhio all’etichetta bio: dallo scorso 1° luglio, infatti, l’Unione europea ha introdotto delle modifiche per l’etichettatura bio. Il cambiamento più evidente è senz’altro nel logo, una foglia stilizzata composta da stelle bianche su sfondo verde. Accanto al nuovo logo i prodotti devono riportare la provenienza delle materie prime. Nello specifico deve esserci la scritta “Agricoltura Ue”, nel caso in cui gli ingredienti siano tutti provenienti dal territorio europeo, e “Agricoltura Non Ue”, nel caso in cui siano importati da paesi terzi. Quando invece il prodotto è fatto con ingredienti misti, l’etichetta reca la dicitura “Agricoltura Ue/Non Ue”. Nel caso in cui tutte le materie prime del prodotto provengano dallo stesso paese, è possibile sostituire la dicitura “Agricoltura Ue” con quella della nazione. Andrea Ferrante, presidente di Aiab, associazione italiana agricoltura biologica, commenta:”Con l’entrata in vigore del nuovo regolamento europeo, i prodotti biologici rappresentano l’unico settore agroalimentare in Europa in cui è obbligatorio indicare la provenienza delle materie prime”. Il nuovo logo europeo si deve apporre ai prodotti con una percentuale di prodotto di origine agricola bio di almeno il 95%. Accanto al logo europeo sono riportate le indicazioni necessarie per identificare la nazione, il tipo di metodo di produzione, il codice dell’operatore, e soprattutto il codice dell’organismo di controllo. Se non è indicato il controllore, i consumatori si trovano di fronte ad un prodotto non in regola. Il logo europeo può essere affiancato da loghi privati: questi possono identificare o il rispetto di un disciplinare privato più restrittivo o disciplinari che identificano situazioni e gestioni aziendali di eccellenza. In ogni caso, fino al 1° luglio 2012 le aziende potranno mettere in commercio le scorte con il vecchio logo Ue (una spiga di grano in campo blu), etichettate prima dell’entrata in vigore della nuova normativa. <br><br><br>“Il Salvagente”, 15 luglio 2010, p. 19.<br><br>