<br>Secondo le stime degli organizzatori oltre 100mila cittadini hanno partecipato alla decima edizione della Biodomenica. Un successo che rappresenta l’andamento del mercato del biologico, nonostante la crisi economica. Secondo l’Ismea (Istituo di servizi per il mercato agricolo alimentare), nel primo semestre dell’anno i consumi di prodotti biologici in Italia crescono, in controtendenza con l’andamento generale, con gli aumenti più consistenti per gli ortofrutticoli freschi e trasformati con il 37,8%, le bevande (+11,6%) e le uova (+24,3%). Il biologico è inoltre molto diffuso nelle mense, soprattutto scolastiche, con una crescita del 700% negli ultimi dieci anni. Non è così, invece, la situazione negli ospedali e nelle altre strutture pubbliche. “Gli uffici pubblici verdi – spiega Andrea Ferrante, presidente di AIAB – è il tema di questa edizione della Biodomenica. Noi oggi dobbiamo ripensare un modello di produzione e consumo centrato sul territorio. Lo Stato con gli acquisti ha un ruolo fondamentale per dirigere le politiche economiche. Basti pensare che gli uffici pubblici rappresentano il 10% del Pil. La ristorazione all’interno di questa realtà ha un valore importantissimo. Oggi però dobbiamo vincere la sfida di entrare negli ospedali che rappresentano una domanda straordinaria in termini quantitativi ma anche di salute pubblica” – “La Biodomenica è l’occasione giusta per lanciare una petizione che impegnerà i promotori della campagna fino al 30 gennaio 2010, con il fine di sostenere la diffusione delle mense bio con prodotti locali in scuole e ospedali”. Un altro tema al centro della Biodomenica 2009 è quello del cibo biologico come cibo privo di pesticidi e controllato: Legambiente nell’ultimo rapporto “Pesticidi nel piatto” ha evidenziato che il 43,9% della frutta in commercio è contaminata da uno o più residui chimici. Ma c’è di più. Secondo Vittorio Cogliati Dezza, presidente dell’associazione, la normativa attuale ancora non prende in considerazione il multiresiduo, cioè la concentrazione su un medesimo prodotto di diversi pesticidi contemporaneamente. Inoltre, i limiti delle sostanze chimiche consentite sono stabiliti prendendo in considerazione l’organismo di un uomo adulto. E’ inevitabile perciò porsi il problema dell’adeguamento di questi limiti all’organismo delle donne e dei bambini.<br><br><br>Help Consumatori, 5 ottobre 2009, <a href="http://www.helpconsumatori.it/">www.helpconsumatori.it</a><br><br><br>