“Biologico e ogm, cosa c’è dietro la guerra delle soglie”, di Piero Pacchioli e Beppe Riccardi.

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giugno al commissione europea ha fissato la soglia di tolleranza degli
Ogm nelle coltivazioni ritenute biologiche allo 0,9% del totale. Vuol
dire che un prodotto è “bio” anche se in etichetta è riportata una
quantità di Ogm fino allo 0,9% del totale. La disposizione ha scatenato
i coltivatori ed i consumatori di biologico italiani. Secondo Roberto
Della Seta, presidente di Legambiente, tale decisione rema contro la
qualità e la sicurezza delle produzioni bio, soprattutto per l’Italia,
Paese leader in Europa per produzioni biologiche. In un comunicato
congiunto Cia, Coldiretti, Legambiente, Aiab, Amab e altri componenti
della Coalizione “Liberi da Ogm”, hanno replicato: “Il nuovo
Regolamento comunitario sull’agricoltura biologica non va nella
direzione auspicata; infatti, la contaminazione accidentale da Ogm
prevista fino allo 0,9%, testimonia la volontà di banalizzare una
produzione di qualità su cui l’agroalimentare italiano ha fatto un
grande investimento. Tutti i sondaggi hanno dimostrato che i cittadini
europei vogliono un biologico libero da ogni contaminazione. Del resto,
anche il voto del Parlamento europeo in maniera chiara si è pronunciato
in questo senso”. Per questo, i primi giorni di luglio il Ministro
dell’Agricoltura, Paolo De Castro, ha presentato un provvedimento al
Comitato tecnico di coordinamento in materia di agricoltura della
Conferenza Stato/Regioni che ripristina la soglia dello 0,1% di
contaminazione Ogm nell’agricoltura biologica.
Ottenendone l’approvazione.
<br></div><i>Fonte di informazione:</i> “Vita”, 28 luglio/3 agosto 2007, numero 30, pg. 8.