<div style="text-align: justify;">Alla <span style="font-style: italic;">41° edizione della fiera di</span><span style="font-weight: bold;"> Vinitaly</span>, che si
conclude oggi a Verona, il <span style="font-style: italic; font-weight: bold;">sottosegretario
Stefano Boco</span> è intervenuto venerdi 30 marzo al convegno organizzato da <span style="font-weight: bold;">Arsia Toscana</span> e <span style="font-weight: bold;">Aiab</span> dal
titolo “<span style="font-style: italic;">Vino biologico: una realtà di qualità e di mercato
nell’attesa di una normativa europea</span>”. <br><br>Nel corso dell’intervento il sottosegretario
ha affrontato il discorso sul quadro normativo comunitario sul biologico, attualmente in discussione
a Bruxelles, e sull’importanza del disegno di legge presentato recentemente dal governo per
regolamentare e valorizzare il settore del biologico. <br><br>“<span style="font-style: italic;">Dopo la Finanziaria dove sono stati stanziati 30 milioni di euro in tre anni per il settore
biologico, il governo ha recentemente presentato un disegno di legge, attualmente in discussione
alla Conferenza Stato-Regioni, che oltre a colmare i vuoti normativi in questo ed in altri campi
dell'agricoltura biologica, introduce alcune novità, come quella di un logo, in aggiunta a quello
comunitario, che identifichi in maniera chiara ed univoca i prodotti bio, apposite sanzioni per gli
illeciti commessi e maggiore vigilanza sull'operato degli organismi di controllo. <br>Questo, una
volta armonizzato con le indicazioni che scaturiranno dal nuovo regolamento comunitario, sarà
un'utile strumento a disposizione degli operatori del settore. <br>La normativa sul settore
biologico in discussione in sede comunitaria – </span>sottolinea il Sottosegretario<span style="font-style: italic;"> – dovrà dettare delle regole chiare in un settore che, fino ad oggi, è
stato gestito diversamente a seconda degli Stati membri producendo concorrenza sleale,
frammentazione e debolezza</span>”. <br><br>Questo discorso si allarga al settore vinicolo quando
“<span style="font-style: italic;">diverse etichette presenti sul mercato, creano confusione nel
consumatore che non capisce cosa vi sia dentro una bottiglia di ''<span style="font-weight: bold;">vino biologico</span></span>'', <span style="font-style: italic;">marchio di cui si possono
fregiare in etichetta i vini di Francia, Austria e Germania, rispetto ad uno ''</span><span style="font-weight: bold; font-style: italic;">prodotto da uve da agricoltura biologica</span><span style="font-style: italic;">'', come avviene in Italia in osservanza del Regolamento in
vigore</span>''. <br>''<span style="font-style: italic;">Considerato che circa il 30% del vino
biologico italiano viene venduto all'estero, è importante lavorare</span> – conclude Boco – <span style="font-style: italic;">anche sulla comunicazione e promozione, per questo è stato avviato un
bando sulla comunicazione istituzionale del biologico da 1.500.000 euro per comunicare i valori
positivi del consumo di tali prodotti e degli indubbi vantaggi sulla salute di una alimentazione
biologica.</span>''<br><br><br></div><i>Fonte di informazione:</i> MIPAAF