Dopo anni di espansione la viticoltura biologica inizia a dare segni di stanchezza. Se nel 2010 le superfici vitate gestite in bio erano appena 52mila ettari, nel 2022 hanno raggiunto la cifra record di 135.667 ettari. Poi però è iniziato un lento declino: 133.007 ettari nel 2023 e 132.441 ettari nel 2024. Non si tratta certo di un crollo verticale, ma è il segno che qualcosa si è inceppato.
L’articolo cerca di analizzare le cause di questo crollo, verificandone i numeri, e dialogando con chi era entrato nel bio ed ora lo sta abbandonando. E i motivi sono diversi: non solo quelli di mercato, ma anche quelli legati alle motivazioni personali degli agricoltori, molto interessanti, alla difesa fitosanitaria, al clima e al sostegno pubblico.
L’articolo si può leggere QUI
Fonte: AgroNotizie