“Catering scolastico, un volano per il comparto del biologico”, di Duccio Caccioni.

In Italia il catering pubblico è una componente fondamentale del
mercato dei prodotti biologici. Le mense scolastiche che propongono cibi biologici hanno cominciato
a svilupparsi in Italia a partire dagli anni ’80. Con la diffusione della produzione e del consumo
degli alimenti biologici, nell’ultimo decennio vi è stata una progressione crescente del numero
delle mense bio (a Roma si servono 140-150mila pasti al giorno, e a Milano 70-75mila). Dalle 110
mense che fornivano alimenti biologici nel 1999 si è passati a 837 nel 2009 (fonte BioBank). Nel
2009 si è anche oltrepassata la barriera di un milione di pasti serviti ogni giorno durante l’anno
scolastico. Fra le diverse mense bio esistono differenze anche sostanziali: vi sono infatti progetti
in cui la presenza del bio è limitata a pochi alimenti base e altri in cui invece il pasto è
completamente biologico. Oltre alla legge nazionale n. 488/1999, vi sono anche 8 Regioni che hanno
varato leggi in materia. Tali specifiche disposizioni delle amministrazioni locali ha rappresentato
un rilevante incentivo per la diffusione del biologico nelle mense scolastiche in Italia. La Regione
dell’Emilia Romagna detiene oggi il primato con 147 mense bio, seguita da Lombardia (142) e Toscana
(118). Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, le mense biologiche non costano di più rispetto
alle mense tradizionali. Diverse indagini compiute sul territorio nazionale indicano il costo di un
pasto bio fra meno di 3 euro e 5,50, con variabilità legate più alla caratteristica complessiva
dell’appalto che alla quota di prodotto biologico: i prezzi sono quindi in linea con il
“convenzionale”. Nei comuni che hanno adottato una linea bio quasi totale, il costo oscilla tra i 4
e i 5 euro a pasto. <br><br>“Terra e Vita”, n. 35/2010, p. 30-32.<br><br>