<div style="text-align: justify;">Gli
interventi sulle malerbe per la cipolla sono di difficile gestione, a
causa della scarsa competitività esercitata dalla coltura stessa.
L’azienda sperimentale “Stuard” – nell’ambito dei programmi di
sperimentazione della Regione Emilia-Romagna (legge regionale 28/98),
coordinati da Crpv e da Prober – ha effettuato, nel quadriennio
2002-2005 presso l’azienda biologica Ca’ Bacchini di Parma, una serie
di prove per la verifica della validità di alcuni itinerari tecnici,
che prevedevano il confronto tra la tradizionale semina, seguita da
interventi di controllo meccanico e fisico (pirodiserbo), e il
trapianto. In tutti gli anni di prova, ad eccezione del 2003, al
momento dell'inizio degli interventi di post-emergenza le infestanti
erano presenti in numero limitato. Per quanto riguarda le tecniche
adottate è stata rilevata un’ottima efficacia del pirodiserbo su tutte
le infestanti, ad eccezione della coda di topo. Nel caso di infestanti
che riescono a raggiungere dimensioni notevoli, l’effetto competitivo
della coltura è decisamente rilevante, anche quando il numero di
individui è relativamente basso. Da questo punto di vista il trapianto
sembra essere una tecnica oltremodo interessante per vari motivi: mette
a disposizione dell’agricoltore un periodo più lungo per
l’effettuazione delle lavorazioni di preparazione del terreno e di
eventuali false-semine.<br></div><i>Fonte di informazione:</i> «Agricoltura», n. 2, febbraio, pp. 64-66