<div style="text-align: justify;">Numerose
pratiche colturali contribuiscono alla riduzione dei danni da lumache,
poiché determinano condizioni che sfavoriscono lo sviluppo e l’attività
delle popolazioni dei gasteropodi. Tra queste sono da citare
un’accurata incorporazione nel terreno dei residui colturali subito
dopo la raccolta e uno scrupoloso affinamento del letto di semina. Un
metodo di difesa meccanico che può presentare una certa validità in
alcune realtà produttive biologiche è rappresentato dalla raccolta
manuale dei molluschi. Anche le trappole attrattive possono essere
impiegate, oltre che per il monitoraggio delle popolazioni di lumache,
anche per la loro cattura massale. La lotta naturale assume un ruolo
essenziale nel controllo delle popolazioni di gasteropodi in
agricoltura biologica. In particolare la conservazione di un ambiente
caratterizzato da elevata biodiversità permette di promuovere
l’attività dei numerosi antagonisti naturali quali: batteri, funghi,
virus, nematodi, molluschi, artropodi, anfibi, rettili, uccelli e
mammiferi. Per quanto riguarda la lotta biologica classica i successi
ottenuti con metodi di lotta biologica non sono numerosi. Tra quelli
attualmente applicati ricordiamo l’impiego di avicoli domestici, in
particolare le anatre di piccole dimensioni e di nematodi. Ai sensi
dell'allegato IIB del Reg. Cee 2092/91, fino al 31 marzo 2006 è ammesso
in agricoltura biologica l’impiego della metaldeide, anche se solo
all'interno di trappole contenenti un repellente per specie animali
superiori Un’altra sostanza attiva recentemente ammessa in agricoltura
biologica è l’ortofosfato di ferro.<br></div><i>Fonte di informazione:</i> «Agricoltura», n. 10, ottobre, pp. 99-100