“Così da gennaio 2009 cambia la “carta” europea”, di Davide Pierleoni.

<div style="text-align: justify;">Il 12 giugno 2007 il Consiglio dei ministri Ue ha raggiunto
l’accordo per l’emanazione del nuovo Regolamento comunitario sulla
produzione biologica e sull’etichettatura dei prodotti biologici, che
dovrebbe archiviare il reg. Cee 2092/91. Uno degli scogli più difficili
è stata la questione sulla soglia di contaminazione accidentale o
tecnicamente inevitabile di ogm e loro derivati nei prodotti biologici.
La Commissione europea, con la Raccomandazione del 23/07/2003, aveva
chiarito che ai prodotti biologici, salvo diverso disposto normativo ad
hoc, si dovevano applicare le stesse soglie di tolleranza previste per
i prodotti convenzionali e stabilite dai Regg. 1829 e 1830 del 2003,
ovvero lo 0,9%. Il mondo biologico italiano aveva visto in ciò un
attacco alla credibilità del settore, sostenendo la necessità di
fissare un limite di tolleranza più basso e pari allo 0,1%. Il
Parlamento europeo si è pronunciato due volte sulla questione,
chiedendo alla Commissione europea l’abbassamento del limite, l’avvio
di una procedura di co-decisione e non di semplice consultazione, come
nel caso in esame. Ma la Commissione europea ha preferito andare avanti
per la propria strada. L’Italia si è schierata a capo di una cordata di
paesi contrari alla soglia dello 0,9%, ma alla vigilia del voto la
Polonia si è defilata, facendo mancare i voti necessari a bloccare
l’emanazione del nuovo regolamento. La legge è stata pubblicata, ma si
applicherà solo a partire dal 1° gennaio 2009. Questo “doppio passo” ha
lo scopo di consentire il dibattito sulle norme tecniche di attuazione,
in assenza delle quali il Regolamento mancherebbe dei requisiti tecnici
veri e propri necessari ad ottenere la certificazione. A casa nostra,
invece, alla Commissione Agricoltura della Camera sono in discussione
diversi provvedimenti legislativi. Ad oggi si sta predisponendo un
testo unificato che possa incontrare i favori della maggioranza e
dell’opposizione, allo scopo di consentirne una rapida approvazione. <br></div><i>Fonte di informazione:</i> “AZBio”, N° 9, Anno VII, settembre 2007, pg .42-44.