Il pesticida è una sostanza che interferisce , ostacola o distrugge organismi viventi (microrganismi, animali, vegetali). In quest’analisi ci riferiremo in particolare ai pesticidi usati in agricoltura, meglio conosciuti come ‘fitofarmaci’, ovvero agenti chimici utilizzati per difendere le colture da insetti, batteri, virus e funghi. I fitofarmaci sono per la massima parte costituiti da sostanza tossiche, persistenti, bioaccumulabili, spesso estremamente nocive ed è ormai confermato che il loro impiego ha un impatto sulle proprietà fisiche e chimiche dei suoli. Di fatto pesticidi si ritrovano in circa la metà della frutta e verdura che ogni giorno arriva nei nostri piatti e, cosa forse ancora più grave, essi contaminano diffusamente le matrici ambientali, comprese le acque, arrivando fino alle falde. Gli effetti esercitati sugli organismi superiori e quindi anche sull’uomo da queste sostanze, presenti anche a dosi infinitesimali (per l’atrazina sono descritti effetti a dosi 30.000 volte inferiori ai limiti di legge). Tali effetti si manifestano spesso tardivamente (anche dopo decenni) e variano anche a seconda del momento in cui avviene l’esposizione. Molte di queste sostanze rientrano fra gli “endocrin disruptor”, ovvero “inferenti” o “disturbatori endocrini”, cioè molecole in grado di interferire con funzioni ormonali, immunitarie, metaboliche, riproduttive. Quanto agli effetti dei pesticidi sulla salute umana è assodato che molti di questi agenti hanno anche un’azione mutagena e cancerogena e numerosi sono i tipi di cancro messi in relazione col loro uso per esposizioni professionali: tumori cerebrali, alla mammella, al pancreas, ai testicoli, al polmone, leucemie e mielomi. Per quanto riguarda le malattie del sangue, l’azione dei pesticidi è stata messa in relazione al fatto che tali agenti sono spesso contaminati da diossine, e la diossina (Tcdd) è una delle sostanze su cui si è focalizzata l’attenzione dei ricercatori. Si è visto che negli individui in cui era più alta la presenza di Tcdd nel sangue, aumentava proporzionalmente nei linfociti circolanti la presenza della traslocazione, che è una alterazione cromosomica, che rappresenta il primo gradino nel processo di trasformazione tumorale, ed il netto incremento di linfociti portatori della traslocazione in seguito a massiccia esposizione a diossina suggerisce che la diossina comporti una sorta di “facilitazione” del clone traslocato.<br>Nella letteratura internazionale emerge che i fattori comunemente ritenuti responsabili del cancro (invecchiamento, stile di vita, tabagismo, ecc.) possono spiegare non più del 40% dei casi ed altri fattori, come quelli ambientali, devono essere evocati. Di fronte a queste considerazioni appare sempre più urgente percorrere la starda della prevenzione primaria, cioè la riduzione drastica dell’esposizione a tutti quegli agenti chimici e fisici noti per la loro tossicità e cancerogenicità. <br><br>“Terra”, 10 luglio 2010, p.4.<br><br>