“È il mercato tedesco a trainare le vendite”, di Rosa Maria Bertino.

L’Europa e il Nord America guidano i consumi dei prodotti biologici a
livello mondiale con 17 e 14 miliardi di spesa rispettivamente. E
l’Italia, nonostante detenga il primato europeo per la produzione,
passa al terzo posto nelle vendite. “Nella maggior parte dei Paesi
europei – ha spiegato il presidente dell’Ifoam, Gerald Hermann – è la
grande distribuzione a trainare le vendite di prodotti bio. Nel Regno
Unito, in Svizzera, nei Paesi Scandinavi, le vendite passano per il
70-80% dai supermercati. In Italia tale percentuale è solo del 20%”. In
Italia hanno il primato gli oltre 1000 negozi specializzati bio, le
1.700 aziende agricole bio con vendita diretta, le forniture alle 700
mense scolastiche. Per quanto riguarda il consumo annuo pro capite, è
la Danimarca a dominare la classifica con 125 euro, al settimo posto
l’Italia con solo 44 euro. Ma il mercato del biologico è anche
un’opportunità per molti agricoltori dei Paesi in via di sviluppo “In
queste nazioni – ha affermato Pascal Liù della Fao – il 95% della
produzione biologica è destinata alle esportazioni verso Europa e Nord
America, con volumi di vendita triplicati negli ultimi dieci anni”. E
la ricercatrice indiana Vandana Shiva, premio Nobel alternativo per la
pace ha sottolineato: “Le coltivazioni biologiche sono molto più
resistenti di quelle chimiche, non distruggono la fertilità del suolo
e, richiedendo meno irrigazione, non sprecano acqua preziosa.
L’agricoltura biologica è l’unica vera soluzione per coltivare il
futuro”.<br><i>Fonte di informazione:</i> “Agrisole”, 27 giu-3 lug 2008, pg. 10.