<div style="text-align: justify;">Nel 2006 le autorizzazioni concesse dal MIPAAF per
l’importazione in Italia di prodotti agricoli biologici da paesi terzi
sono quasi triplicate. Infatti, secondo un recente rapporto del Sinab
(Sistema d’informazione nazionale sull’agricoltura biologica; <a href="http://www.sinab.it/" target="blank">www.sinab.it</a>),
nel 2005 sono state 115 mentre nel 2006 hanno raggiunto quota 319. Il
42% delle autorizzazioni riguardava prodotti bio provenienti dai paesi
europei esterni all’Unione, con un aumento del 31,8% sull’anno
precedente. In percentuale e quantitativi si riducono le autorizzazioni
richieste da tutte le altre aree geografiche: Sudamerica (19%), Asia
(18,6%), America centrale (13,8%), Africa (3,6%) e America del Nord
(1,4%). Ma le ditte coinvolte hanno importato solo il 12% delle
quantità autorizzate. Dai paesi europei importiamo soprattutto colture
industriali; dall’America del Sud, banane e zucchero; dall’America
centrale cacao, zucchero e banane; dall’Africa del Nord arrivano
principalmente ortaggi e olio; dall’Asia riso e legumi. L’importazione
dei prodotti bio da paesi terzi è severamente regolamentata, a partire
dal 1991, nell’Ue e in Italia. Presso il MIPAAF esiste un elenco degli
importatori di prodotti “da agricoltura biologica” a cui è obbligatorio
esser iscritti per poter operare in questo settore. Mensilmente, essi
devono comunicare al ministero stesso i dati relativi ai quantitativi
di prodotti realmente importati.<br></div><i>Fonte di informazione:</i> “Italia Oggi”, 8 settembre 2007, pg. 28.