Nell’ottobre del 2007 si tennero a Parigi una serie di incontri sui
temi ambientali, la “Grenelle de l’environnement” e vennero fissati
obiettivi in diversi settori, compresa l’agricoltura biologica. La
Francia vuole arrivare entro il 2012 a una quota del 6% di coltivazioni
biologiche sul totale, con un balzo in avanti rispetto al 2% indicato
da Eurostat per il Paese nell’anno scorso. La quota dovrebbe salire al
20% entro il 2020. Altro traguardo è quello di arrivare entro il 2012
al 20% di prodotti biologici sul totale di quelli consumati nella
ristorazione collettiva, in particolare mense scolastiche e
amministrazioni locali. Infine, l’obiettivo di ridurre del 50% l’uso di
pesticidi in 10 anni. Michel Barnier, ministro dell’agricoltura, ha
assicurato che il suo dicastero sta preparando due progetti di legge
relativi agli argomenti di Grenelle, e uno riguarderà l’agricoltura
biologica. Gli aiuti per la conversione al biologico in Francia sono
compresi tra 100 e 600 euro annui a ettaro, e la legge “d’orientation
agricole” del 2006 ha introdotto anche, per il triennio 2006-2008, un
credito d’imposta annuo fino a 2 mila euro, destinato a chi ha concluso
la conversione. La nuova legge dovrebbe estendere il credito per un
altro triennio e ampliare il limite massimo a 4mila euro. Nel 2007 gli
agricoltori biologici erano appena 11.640 su un totale di 450mila. Ma
la domanda sta aumentando. Secondo i dati dell’Agence Bio (Agenzia
nazionale per lo sviluppo del biologico), i consumi dal 1999 sono
aumentati del 10% l’anno, rispetto ad un aumento di solo il 3,6% per
gli alimenti convenzionali.<br><i>Fonte di informazione:</i> “Agrisole”, 25 aprile-1 maggio 2008, Anno 13°, N. 17, pg, 12.