Gli italiani comprano sempre più biologico, ma gli agricoltori italiani gli stanno dedicando meno terra, anche nel settore del vino. È il paradosso che emerge dagli ultimi dati Ismea: nel 2025 la spesa domestica per prodotti bio è cresciuta del 9,2%, raggiungendo 4,4 miliardi di euro, mentre le superfici biologiche sono diminuite del 5,4%, scendendo a 2,38 milioni di ettari. La forbice è stata al centro anche di un incontro organizzato da Bioland durante Terra Madre Salone del Gusto 2026 a Torino, l’edizione dei quarant’anni di Slow Food Italia dedicata proprio alla biodiversità. Perché se la domanda cresce mentre una parte dell’agricoltura frena, la questione diventa capire chi produrrà il bio che finisce nel nostro carrello.
L’articolo è molto interessante perché riporta le puntuali osservazioni e le valutazioni di Silvia Piconcelli, responsabile territorio, agricoltura biologica e risorse forestali di Confagricoltura, del titolare di un’azienda frutticola biologica piemontese, Graziano Giacosa, di Reinhard Verdorfer, direttore Bioland Südtirol, e di Alberto Castelar, direttore della Coop Latteria Vipiteno.
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Fonte: Gambero Rosso