<div style="text-align: justify;"><span style="font-weight: bold;"></span>Il mito del cibo biologico e puro sta per essere attaccato
dalla lobby degli Ogm. La commissione Europea ha inviato un anno fa ai
governi una proposta di regolamento che rivede le norme di produzione
ed etichettatura dei prodotti biologici. Tutto in regola, con norme
molto severe per poter arrivare a stampare su una cassa di pomodoro
“Bio Eu”, cioè avallato dall’Europa. Solo che in coda ad una lista di
buoni comandamenti l’esecutivo Barroso ha inserito due righe che, se
avallate dai governi, avrà effetti devastanti. Anche nei prodotti
biologici si potrà consentire una soglia dello 0,9% di contaminazione
con organismi geneticamente modificati. In pratica, viene tollerata una
presenza accidentale di Ogm in un prodotto Bio, che continueremo a
chiamare biologico. E’ già così per l’agricoltura tradizionale. Nel
2003, infatti, dopo un lungo negoziato fu approvato il famoso
regolamento sulla tracciabilità e l’etichettatura dei prodotti, che
consentiva un piccolo margine di errore: quello 0,9% di Ogm che
dispersi nell’aria possono finire in un campo a coltura tradizionale.
Adesso lo stesso principio sta arrivando al Bio. Solo che nel
biologico, se viene meno l’assunto che tutto è puro, va in frantumi
anche la fiducia del consumatore. Gli italiani sono capofila della
protesta per frenare qualunque contaminazione.
<br></div><i>Fonte di informazione:</i> “La Stampa” del 20 febbraio 2007, p. 15.