“Il biologico ha messo il turbo”, di Andrea Zaghi.

La fotografia scattata dall’ultima rilevazione Ismea-AcNielsen evidenzia un mercato dei prodotti biologici in Italia che nel 2007 ha segnato un +10% di crescita. Un ulteriore dato è che a livello mondiale l’agricoltura biologica vale 31 miliardi di euro e l’Italia occupa i primi posti. Non meraviglia, quindi, che anche nel nostro paese alcuni dei grandi gruppi agricoli stiano pensando a crescere ancora nella produzione “verde”. Ciò che conta, infatti, sono le prospettive che, sempre stando all’Ismea, indicano un futuro in crescita per i prossimi 2-3 anni. Alla base delle previsioni soprattutto l’andamento più che buono di due comparti: quello dei lattiero-caseari (+9,9%), e quello degli ortofrutticoli (+25%), che insieme rappresentano il 38% della spesa in alimenti biologici degli italiani. Tuttavia, anche qui si registra una generale difficoltà nella redditività aziendale dovuta alla crescita dei costi e alla non altrettanto forte crescita degli introiti. Sempre secondo Ismea, nello scorso anno il numero degli importatori è cresciuto, così come sono aumentati il numero delle autorizzazioni concesse e i quantitativi autorizzati. Quasi in contemporanea con le notizie dell’Ismea, è arrivata quella del lancio di un piano di investimenti per 20 milioni di euro entro il 2010 da parte di Apofruit una delle più importanti cooperative ortofrutticole italiane (i dati di mercato danno nel 2007 delle vendite per 40,5 milioni di euro). Ancora più significativo è il fatto che Apofruit prevede, proprio attraverso l’incremento della sua presenza nel mercato dei prodotti biologici, un aumento dell’occupazione del 10%. Il segnale che arriva dall’agricoltura biologica è quindi molto positivo.<BR><I>Fonte di informazione:</I> “Avvenire”, 2 febbraio 2008, pg. 23.<BR>