“Il Consiglio Ue si divide sul no di Vienna agli Ogm”, di Enrico Brivio.

<div style="text-align: justify;">L’Europa
si spacca ancora una volta sugli Ogm. A Lussemburgo il Consiglio Ue
dell’Ambiente ieri non ha conseguito la maggioranza né a favore né
contro la proposta della Commissione europea di costringere l’Austria a
ritirare il divieto nazionale a commercializzare due tipi di mais Ogm
(T25 e Bt10); nella stessa riunione è stata accolta con favore da 12
Paesi su 27 la proposta italiana di riforma dei meccanismi di
autorizzazione dei prodotti transgenici in Europa, per tenere più in
conto le obiezioni di autorità e comitati scientifici nazionali. Visto
il voto inconcludente, la decisione ritorna alla Commissione, che
probabilmente imporrà a Vienna il ritiro dei due divieti, ma solo per
l’import e la commercializzazione, mentre ha rinunciato a chiedere
all’Austria di ritirare il divieto alla coltivazione. Ma il 21 novembre
scade il termine entro il quale la Wto ha chiesto alla Ue di abrogare i
bandi nazionali, altrimenti i Paesi produttori di Ogm – Stati Uniti,
Argentina e Canada – avranno diritto a varare misure di ritorsione. La
cautela europea è stata ribadita dal fatto che dodici Paesi hanno
appoggiato ieri la “proposta italiana per avviare un processo
complessivo di ripensamento del quadro attuale e nel frattempo
sospendere l’autorizzazione alla coltivazione e alla
commercializzazione di nuovi Ogm”. Intanto a Parma vi è stato un sit-in
davanti alla sede dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare
(Efsa), accusata da Greenpeace e dalla Fondazione per i Diritti
Genetici di “valutare i dossier delle multinazionali senza far eseguire
studi indipendenti”.<br></div><i>Fonte di informazione:</i> “Il Sole 24 Ore”, 31 ottobre 2007, pg. 24.