<div style="text-align: justify;">Nell’ambito
della settimana dell’Unesco dedicata all’educazione e allo sviluppo
sostenibile, molte classi scolastiche stanno lavorando al progetto
“Meno km in mensa: cibo più pulito” per comprendere quale impatto
ambientale, in termini di emissioni di CO2, possono provocare materie
prime alimentari che viaggiano per migliaia di chilometri. Oggi quando
si parla di educazione alimentare, non si prende in considerazione solo
il punto di vista nutrizionale, come avveniva fino a qualche anno fa, e
non basta più neanche affrontare solo l’aspetto sensoriale e
organolettico. La nuova agricoltura e la nuova gastronomia non possono
non cimentarsi con tematiche che affrontano i temi della sostenibilità
nell’agroalimentare. Oltre 100 scuole nel nostro Paese hanno un orto,
dove i bambini coltivano il proprio cibo, riconoscono la stagionalità
dei prodotti, comprendono l’importanza della naturalità di una
produzione e del lavoro contadino. Un orto a scuola non significa solo
insegnare ai bambini a coltivare la terra, ma permette di far
apprendere sul campo cos’è la biodiversità o un cibo biologico.<br></div><i>Fonte di informazione:</i> “La Stampa”, 11 novembre 2007, pg. 29.