“Il settore biologico vuole crescere e diventare grande”.

<br>La fiera del Sana coincide con un momento di riflessione sull’evoluzione che il settore del biologico potrebbe compiere per consolidare il proprio futuro. Sul piano commerciale la crescita della domanda, interna ed internazionale, negli ultimi anni è stata costante: dal 2000 al 2010 l’indice Ismea è passato da 100 a 317; nel 2009 e nel 2010 gli incrementi rispetto all’anno precedente sono stati rispettivamente del 6,9% e dell’11,6%, mentre nei primi quattro mesi del 2011 è stato registrato un aumento dell’11,5%, anche se il mercato del biologico in Italia rappresenta solo il 2% dei consumi alimentari globali. Relativamente alla superficie, i dati al 2010 riportano il dato complessivo di 1.113.742 ha e il coinvolgimento di 47.663 operatori, di cui 41.807 produttori agricoli. Se nel 2000 si poteva gridare al boom, oggi l’Italia pur mantenendo un primato produttivo, vede un’incidenza sulla superficie agricola biologica comunitaria che è passata dal 16,9% del 2005 all’11,9% del 2010. In termini di superficie ci siamo fatti avvicinare da Francia e Germania, e ci siamo stati superati dalla Spagna. Riflettendo su questi dati ci si chiede se esiste una strategia a livello nazionale che ponga il biologico fra le priorità di un sistema produttivo che vuole giocare la carta della qualità per competere sui mercati nazionali ed internazionali. Mancano idee e progettualità condivise che coinvolgano il mondo produttivo e l’autorità pubblica nelle sue articolazioni locali e nazionali. Portare la domanda del biologico a valori prossimi a quelli di altri Paesi europei e arrivare a coprire un 10% del consumo alimentare, richiede il superamento dei recenti Piani nazionali, per arrivare ad un progetto di crescita che abbia un’ottica multidisciplinare, con un tavolo di coordinamento in cui tutte le parti siano coinvolte, dalla produzione alla distribuzione. A questo tavolo la pubblica amministrazione, nazionale e locale, deve giocare un ruolo di primo piano. In definitiva, se il biologico vuole crescere deve rientrare fra le priorità nazionali di riqualificazione produttiva del nostro sistema agroalimentare.<br><br><br>“L’Informatore agrario”, N. 31, p. 13-14.<br><br><br>