<div style="text-align: justify;">Chiede più scienza e più ricerca, ma anche un’attenta
valutazione delle conseguenze che l’applicazione di una scoperta
transgenica può comportare per la salute e la vita dei cittadini. Mario
Capanna, con la Fondazione dei diritti genetici, è diventato il
portavoce di quella Coalizione Italia-Europa Liberi da Ogm che si batte
contro l’utilizzo indiscriminato degli organismi geneticamente
modificati. “Al nostro interno sono rappresentate 32 organizzazioni,
con 11 milioni di associati. Ci sono ambientalisti, agricoltori,
produttori, grande distribuzione, consumatori ed esponenti della
scienza e della cultura di estrazione molto diversa”, spiega Capanna.
Due i pilastri della sua azione. Il primo è che in questo campo la
ricerca non ha ancora raggiunto dei risultati univoci sugli effetti
dell’uso di Ogm sull’ecosistema, “Dunque serve prudenza”, sottolinea
Capanna. In secondo luogo, c’è la difesa di un valore culturale ed
economico: il made in Italy dell’agroalimentare. La Coalizione
Italia-Europa Liberi da Ogm ha lanciato una consultazione nazionale, un
referendum per chiedere ai cittadini di esprimersi con un sì o con un
no sui prodotti biotech. “Ma la partita più importante – prosegue
Capanna – è quella che si sta giocando in sede europea. Noi cerchiamo
di creare un movimento, una rete che possa andare ad incidere sulle
scelte di Bruxelles”. Sulla scia della recente decisione Ogm free del
presidente francese Sarkozy, si è anche creata un’intesa italo-francese
con il ministro delle Politiche agricole, Paolo De Castro.<br></div><i>Fonte di informazione:</i> “Il Sole 24 Ore”, 8 novembre 2007, pg. 22.