“La caduta dei consumi non intacca il ‘biologico’”, di Massimo Agostini.

Anche se il settore dei prodotti biologici resta di nicchia, coprendo
circa il 3% della spesa alimentare nel complesso, i dati sulle vendite
indicano una crescita in controtendenza rispetto ai prodotti
convenzionali. Lo confermano i risultati dell’Osservatorio permanente
sui consumi, diretto da Giampaolo Fabris, che sono stati presentati al
Sana di Bologna: il 62% degli intervistati è convinto che il proprio
stato di salute dipenda innanzitutto dalle scelte alimentari. Certo, la
corsa dei prezzi alimentari non ha risparmiato nemmeno questo settore,
ma gli aumenti non scoraggiano i consumatori. Infatti, in base ai dati
elaborati da Ismea, le vendite di prodotti biologici nella grande
distribuzione nel 2007 sono aumentate del 10,2%, a fronte di una
crescita dell’1,2% per i prodotti convenzionali. E la tendenza è stata
confermata nei primi sei mesi di quest’anno, registrando una crescita
del 6%. Con una superficie agricola coltivata di un milione 150mila
ettari, l’Italia è il quinto produttore biologico al mondo, dopo
Australia, Argentina, Cina e Stati Uniti. La dimensione media delle
aziende agricole si aggira sui 25 ettari, contro i sette di quelli
tradizionali. Il mercato, nel complesso, raggiunge un valore di circa
2,7 miliardi di euro. L’Italia è anche il primo esportatore mondiale di
prodotti bio che raggiungono gli scaffali di tutta Europa, Stati Uniti
e Giappone per un valore di circa 800 milioni.<br><i>Fonte di informazione:</i> “Il Sole 24 Ore”, 12 settembre 2008, p.19.