“La cultura del buon bere e la sfida del biologico”, a cura di Domenico Bosco.

La produzione di vino biologico potrà costituire un elemento altamente
qualificante della produzione enologica nazionale, unitamente ad un
impegno da parte de settore vitivinicolo alla diffusione di
informazioni scientifiche finalizzate a ridurre i danni derivanti dal
consumo eccessivo di alcool. Perché il vino, bevuto entro certi limiti
non solo non risulta tossico per l’organismo, ma può avere proprietà
benefiche, come la riduzione del tasso di mortalità dovuta a malattie
coronariche (-30%). Ma superare il limite diventa pericoloso, per se
stessi e per gli altri. Di qui la necessità di una corretta
informazione. Ma veniamo al vino biologico: in Italia attualmente circa
30.000 ha di terreni sono coltivati a vigneto biologico, da circa
10.000 aziende, portando il nostro Paese ad una forte leadership sul
mercato comunitario, infatti quasi il 50% della produzione Ue di vino
biologico è italiano (i vigneti bio in Francia sono 15.000 ha e
altrettanti ne ha la Spagna; segue la Germania con circa 2.000 ha). Per
l’Unione Europea ad oggi il vino biologico giuridicamente non esiste.
L’Ue non ha ancora una normativa di riferimento che disciplini tanto la
produzione di uve biologiche che il processo di trasformazione di
queste ultime in vino biologico. Al momento quindi è possibile definire
solo vini da uve biologiche, poiché esiste uno specifico quadro
normativo sull’agricoltura biologica (il reg. 2092/1991, sostituito dal
1 gennaio 2009 dal reg. 834/2007) dove vengono definiti i requisiti che
le uve devono avere per poter essere biologiche. Ma una normativa sulla
vinificazione non è ancora stata predisposta. Per ora i produttori si
avvalgono di disciplinari privati di vinificazione. Ma l’Unione Europea
ha avviato una serie di attività volte ad ovviare tale carenza, tra cui
il progetto Orwine (Organic wine), con l’intento di arrivare alla
definizione di un regolamento comunitario sulla vinificazione
biologica. L’orientamento prevalente sembra essere quello di inserire
l’intera regolamentazione sul vino biologico all’interno della modifica
del reg. 889/2008 riguardante le norme tecniche sul biologico;
nonostante ciò, la Commissione Ue ha chiaramente manifestato la volontà
che questa modifica tenga conto della normativa generale sul vino.<br><i>Fonte di informazione:</i> “Inserto dell’Informatore Agrario”, n. 45, 28 novembre-5 dicembre 2008, p.13-15.