L’agricoltura biologica continua a crescere. In base a una prima analisi dei dati forniti al Ministero delle politiche agricole dagli Organismi di Controllo, il numero degli operatori biologici in Italia al 31 dicembre 2010 è sceso a 47.663, a fronte dei 48.509 registrati l’anno precedente. Una diminuzione dell’1,7%, a fronte però di una sempre maggiore specializzazione degli operatori della filiera, in quanto aumentano le figure che effettuano sia produzione che vendita al dettaglio. La superficie interessata, in fase di conversione o interamente convertita ad agricoltura biologica, in base alle elaborazioni del Sinab, vedono un aumento dello 0,6% rispetto al 2009 (1.113.742 rispetto a 1.106.684), incremento che fa seguito ad un aumento verificatosi l’anno precedente del 10,4%.<BR>I principali orientamenti produttivi sono cereali, prati foraggeri, pascoli e oliveti. Per quanto riguarda le produzione animali, si assiste ad un aumento generalizzato per tutti i tipi di allevamenti. A livello regionale la Sicilia si conferma al primo posto per numero di aziende agricole biologiche, mentre l’Emilia Romagna guida le regioni con il maggior numero di aziende di trasformazione. “L’agricoltore ha oggi un ruolo sociale riconosciuto, e questo è un grande traguardo raggiunto – ha spiegato Andrea Ferrante, presidente di Aiab – ma occorre fare di più per crescere e raggiungere il traguardo del 30% delle superfici coltivate e del 20% dei consumi totali che ci siamo dati per il 2020”. Un settore in continua evoluzione, se si confrontano i dati Sinab con quelli dell’ultimo censimento agricolo: nel 200 l’agricoltura biologica rappresentava il 7,9% della Superficie agricola utilizzabile totale; nel 2010 siamo all’8,6%. Le aziende agricole sono passate dal 2,1 al 2,6%.<BR>E anche il mercato procede bene: dalle rilevazioni Ismea, il biologico nel primo quadrimestre del 2011 è cresciuto dell’11,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.<BR><BR><BR>“Agrisole”, n. 30, 29 luglio-4 agosto. P. 10.<BR><BR><BR>